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Gli italiani che difesero gli ebrei dai nazisti

I soldati che salvarono i perseguitati dalle truppe tedesche. Anticipazione del documentario di History Channel / SPECCHIA / VIDEO

Gli italiani che difesero gli ebrei dai nazisti
I ragazzi dell’Esercito italiano, gente superiore alla media: «Eravamo sotto l’occupazione degli italiani. La cosa migliore che ci sia mai capitata...». Così, con quest’enfasi, l’ebrea Lya Quitt ricorda il periodo in cui, in fuga dalle persecuzioni  naziste, trovò rifugio a Saint Martin Vesubie a nord di Nizza. Fino al settembre ’43, insieme a lei, 1500 ebrei vennero ospitati in questo piccolo paese delle Alpi Marittime francesi, finito sotto il controllo del nostro esercito. A raccontarne la storia è il documentario Vacanza dall’Olocausto che History (canale 407 di Sky, stasera alle 21) trasmette per la  Giornata della Memoria. La storia è bellissima. Nel ’42, temendo lo sbarco degli anglo-americani, tedeschi e italiani occupano anche il sud della Francia, che appartiene a Vichy. I nostri gestiscono l’area dalle Alpi a Nizza, che include anche la Corsica. Molti ebrei fuggono nella zona di occupazione italiana per sfuggire ai nazi. Ma le nostre truppe non li perseguitano. Anzi. Lì si parla francese, italiano, polacco, tedesco e yiddish. Gli ebrei si integrano perfettamente; organizzano partite di calcio, la sera ballano insieme, le donne imparano le canzoni italiane e i maschi sfidano i nostri in incontri di boxe. Ev sorge una sinagoga. Dieci mesi di tolleranza che farebbero la fortuna di uno sceneggiatore tv...
di Francesco Specchia

Pubblichiamo un'anticipazione del documentario in onda questa sera su History Channel

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Commenti all'articolo

  • tonipier

    19 Febbraio 2011 - 18:06

    I popoli che hanno subìto una diaspora, una dispersione, sono generalmente andati incontro ad una commissione con altri gruppi etnici fino a perdere gran parte delle loro originarie peculiarità. Gli ebrei, pur nelle dispersioni alle quali sono stati costretti, non hanno mai perduto la vocazione al solidarismo nazionale, che è stata sempre l'idea forza di preservazione della loro unità e di vivificazione del loro dinamismo, vocazione che Giovanni Preziosi ha sintetizzato nella seguente enunciazione: " Dove vi è una goccia di sangue ebraico, lì agisce la razza con tutta la sua solidarietà".

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  • amb43

    27 Gennaio 2011 - 09:09

    Come figlia sono orgogliosa di mio padre, Giovanni Buzan, che,durante l'occupazione nazista, salvò, a suo rischio, due sorelle ebree di cognome Gandus, il cui padre aveva un cantiere navale a Trieste. I loro nonni furono portati in un campo di concentramento e "gassati". La comunità ebrea fu riconoscente a mio padre con una pergamena di ringraziamento che lo commosse perchè disse "ho fatto solo il mio dovere versoi più deboli ": Non ho nient'altro da aggiungere: Grazie papà !

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