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La Fallaci lo diceva nel testamento: "Stiamo diventando colonia dell'Islam"

La scrittrice affermava: "Parlo al vento". Disprezzata dall'intellighenzia, compresa dal popolo / BORGONOVO

La Fallaci lo diceva nel testamento: "Stiamo diventando colonia dell'Islam"
Una «Cassandra che parla al vento». Così si definisce Oriana Fallaci nelle righe iniziali di La Forza della Ragione. Oltre due anni prima aveva pubblicato un libro fulminante, La Rabbia e l’Orgoglio, divenuto immediatamente un bestseller. Mentre gli italiani (e non solo) facevano la fila per comprare il pamphlet, sui giornaloni la scrittrice toscana veniva fatta a pezzi.

Comici come Sabina Guzzanti, fini intellettuali, politici, colleghi: tutti a berciarle contro le ingiurie più taglienti. Non si rassegnavano, non erano disposti ad ammettere che  aveva visto giusto. Proprio come avvenne a Cassandra, nessuno l’ha ascoltata quando parlava di Eurabia, del dilagare islamico nel Vecchio Continente, di come saremmo stati schiacciati - e in parte già lo eravamo - dalle armate musulmane. E adesso Eurabia è qui e noi continuiamo a nascondere la testa sotto la sabbia, anzi, sotto la carta delle migliaia e migliaia di pagine di giornale che ci imbottiscono il cranio con parole come «accoglienza», «democrazia» ogni volta che citano quanto sta accadendo in Nord Africa. «Non mi piace dire che Troia brucia», scriveva la Fallaci, «che l’Europa è ormai una provincia anzi una colonia dell’Islam e l’Italia un avamposto di quella provincia, un caposaldo di quella colonia. Dirlo equivale ad ammettere che le Cassandre parlano davvero al vento, che nonostante le loro grida di dolore i ciechi rimangono ciechi, i sordi rimangono sordi, le coscienze svegliate si addormentano presto».

Bene, adesso le fiamme a Troia sono più alte che mai. Le ondate di immigrati in arrivo sono il culmine di un progetto antico, che da sempre cova tra gli islamici. «L’attuale invasione dell’Europa non è che un altro aspetto di quell’espansionismo. Di quell’imperialismo, di quel colonialismo. Più subdolo però, più infido. Perché a caratterizzarlo stavolta (...) sono anche o soprattutto gli immigrati che si installano a casa nostra». Oriana aveva annusato gli umori fondamentalisti che ribollivano in Stati come la Libia e che oggi, levato il coperchio, stanno saltando fuori. «Perdio, non v’è un solo paese islamico che sia governato da un regime laico, da uno straccio di democrazia! E perfino quelli schiacciati da dittature militari come in Iraq e in Libia e in Pakistan, perfino quelli tiranneggiati da una monarchia assoluta come in Arabia Saudita e nello Yemen, perfino quelli retti da una monarchia più ragionevole come in Giordania e in Marocco, non escono mai dai cardini d’una religione che regola ogni momento della vita e della giornata!», gridava in La Rabbia e l’Orgoglio. In La Forza della Ragione ricordava invece come nel 1979 «i mullah e gli ayatollah spodestarono lo Scià e instaurarono la Repubblica Islamica dell’Iran», rispolverando immediatamente «varie Sure del Corano. In particolare quelle che riguardavano il comportamento sessuale». Anche allora, la rivolta musulmana aveva ottenuto il plauso di tutti i progressisti, innamorati della religione maomettana.

Quella religione costrittiva è la stessa che sta arrivando qui. E si impone facendo leva sulla compassione e la pietà che i “sinceri democratici” nostrani provano per il profugo, soprattutto se con figli e moglie. Il metodo di conquista è la «Politica del Ventre cioè la strategia di esportare esseri umani e farli figliare in abbondanza», che è sempre stato «il sistema più semplice e più sicuro per impossessarsi di un territorio, dominare un paese, sostituirsi a un popolo o soggiogarlo. E dall’Ottavo Secolo in poi l’espansionismo islamico s’è sempre svolto all’ombra di questa strategia».  Anche ora, l’espansionismo trova complici. Guardate le immagini sconvolgenti dei bambini uccisi in Libia mostrate da Santoro, leggete le paginate di Repubblica. E poi riprendete in mano l’Oriana che illustrava le strategie di «lavaggio del cervello» politicamente corrette, basate «sull’intervista straziante, ad esempio. Sull’articolo strappalacrime...».

Ma non ci sono soltanto gli intellettuali a battere le mani mentre vengono colpiti «il nostro sistema di vita, la nostra filosofia della Vita. Il nostro modo di pensare, di agire, di amare. La nostra libertà». Ci sono anche i politici entusiasti. Della sinistra c’è poco da dire, sappiamo come la pensa. Ma la Fallaci prendeva di mira anche Gianfranco Fini, il quale poi si è rivelato tra i più ferventi sostenitori del multiculturalismo. Nel 2004, la scrittrice era lapidaria: «Quanto al Suo vogliono -integrarsi, si-stanno-integrando, chi crede di prendere in giro?!? (...) Perbacco, su questo pianeta nessuno difende la propria identità come i musulmani. Nessuno. Perché Maometto la proibisce, l’integrazione».

Ora qualcuno, davanti all’esodo di massa, si aspetta aiuti dall’Europa. Sentite che diceva Oriana in proposito: «Ma come si fa a contare su un’Europa che è ormai Eurabia, che il nemico lo riceve col cappello in mano, lo mantiene, e addirittura gli offre il voto?!? Come si fa a fidarsi di un’Europa che al nemico s’è venduta e si vende come una sgualdrina, che i suoi figli li islamizza e li rincretinisce e li imbroglia fin dal momento in cui vanno all’asilo? Un’Europa, insomma, che non sa più ragionare?». Questa era La Forza della Ragione, 2004. Oggi, nel 2011, vale ancora la profezia della Fallaci. Il nostro mondo «sta bruciando. Va in fiamme col nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro. E a proposito: c’è nessuno che abbia voglia di spegnere l’incendio?». Pare di no, cara Oriana, pare di no.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • emilb

    22 Febbraio 2015 - 06:06

    Ma senza nulla togliere a questa grande giornalisa e valida scrittrice non mi pare sia stata l'unica a denunciare questa situazione....solo i kompagni facevano e continuano a fare orecchie da mercante.

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  • peteralm39

    11 Marzo 2011 - 18:06

    Mi ero riproposto di non guardare mai piu la trasmissionem anno zero, ma ieri sera, colto da crisi di astinenza politica, ho deciso di infrangere il mio giuramento. La trasmissione era gia' cominciata, e il ministro Tremonti, con la solita competenza, stava elencando quanto il peso della speculazione, pesi sulla bilancia commerciale di tutti gli stati. Quindi il presidente Bertinotti, pur partito con voli pindarici,atterro' su un piu' intuibile, tutti hanno diritto al lavoro! Mi sono detto, vuoi vedere che da oggi ricomincio a vedere anno zero? Ma purtroppo e' intervenuto un signore con la barba bianca, che mi ha spiegato, senza convincermi,che per la legge dei vasi comunicanti,l'europa deve diventare piu' povera,per arricchire i nuovi venuti, i quali in compenso creeranno un nuovo uomo europeo, piu' sano e vigoroso, ovviamente con donne europee.Fischia!!!!!! Poi la nobile fanciulla ha introdotto un cinese, che ha ricominciato con il bunga bunga, ho spento e rifatto il giuramento

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  • GMTubini

    06 Marzo 2011 - 20:08

    Il suo post dice molte cose giuste e condivisibili. Tuttavia Le consiglierei di approfondire il rapporto tra potere politico e Chiesa Cattolica nella storia. Magari cercando di evitare i testi contaminati da due secoli di propaganda anticattolica. Saluti.

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  • domenico sciallis

    03 Marzo 2011 - 21:09

    se fosse ancora viva la domanda che le farei; sarebbe andata con berlusconi all'incontro con gheddafy?

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