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Repubblica, i diari di Mussolini e i nuovi fascisti

Franzinelli: "Le agende del Duce sono una bufala" . Così rispunta l'accusa di apologia: a destra sarebbero tutti nostalgici /BORGONOVO

Repubblica, i diari di Mussolini e i nuovi fascisti
Quando non sanno più cosa inventare per dare l’assalto ai nemici ideologici, tirano fuori il Duce. Ieri Repubblica ha sfornato due paginone della cultura, di quelle che si dedicano ai grandi eventi, per recensire con enfasi un libro dello storico Mimmo Franzinelli in uscita oggi. Si intitola Autopsia di un falso (Bollati Boringhieri, pp. 170, euro 19) e la tesi la si apprende dalla copertina: i Diari di Mussolini sono una bufala. Avete capito bene, si tratta dei documenti che Libero allega gratuitamente ormai da alcune settimane, dopo che l’editore Bompiani aveva mandato in libreria il primo volume - relativo al 1939 - delle agende attribuite al capo del fascismo.
Secondo Franzinelli, all’interno di questi diari ci sarebbero troppe incongruenze, troppi errori e un numero elevatissimo di copiature da libri e articoli di giornale. Motivo per cui bisogna dedurne che sono farlocchi. Non temete, non staremo adesso ad annoiarvi con complicate ricostruzioni storiche. La vicenda delle carte del Duce l’abbiamo già sviscerata nei dettagli.  Quel che ci interessa, qui, è  notare che Repubblica dà spazio ad alcune evidenti imprecisioni, per non dire bugie, al solo scopo di screditare il senatore Marcello Dell’Utri, Bompiani e - di riflesso - pure noi che pubblichiamo il discusso materiale. Sì, discusso, perché nessuno ha mai negato che su di esso giornalisti, studiosi ed esperti di ogni genere si siano scornati e continuino a scornarsi.
Però il giornale di Ezio Mauro costruisce un servizio che dovrebbe servire a «costringere Elisabetta Sgarbi (a capo di Bompiani, ndr) e il senatore Dell’Utri a rinunziare al loro progetto». Non si capisce perché dovrebbero, visto che sotto il titolo I Diari di Mussolini sta scritto chiaro e tondo: «Veri o presunti». E qui c’è la prima mistificazione: né Dell’Utri né Bompiani né Libero che allega i fascicoli hanno mai sostenuto che si trattasse sicuramente di originali. Per quel che ci riguarda, abbiamo pubblicato pure un libro (firmato dal sottoscritto e da Nicholas Farrell, che come firma del Sunday Telegraph britannico seguì a lungo la storia delle agende) in cui si ricostruivano tutte le peripezie dei documenti mussoliniani.
Franzinelli, poi, afferma che Dell’Utri sostiene di avere “scoperto” i diari. Non è vero: il senatore ha sempre raccontato - anche nel nostro libretto - che si tratta di carte in giro da decenni, esaminate da alcune delle più importanti testate del mondo. Persino il Times di Londra inviò lo storico Denis Mack Smith (collaboratore di Repubblica, per inciso) a valutarne il contenuto. E Mack Smith ne concluse - dopo un rapido esame - che gli sembrava roba autentica.
Ci sarebbe molto da discutere anche sulla tesi di Franzinelli secondo cui i diari sarebbero stati compilati dalle signore Rosetta e Mimì Panvini Rosati di Vercelli, madre e figlia. Ma non è questo il luogo, torneremo nei prossimi giorni sull’argomento.
Il punto più interessante dell’intervista che lo storico ha rilasciato a Simonetta Fiori è la conclusione, il proverbiale veleno nella coda. Dice Franzinelli: «Da quelle pagine balza l’immagine di un Mussolini inedito: statista autocritico, nemico dei tedeschi, desideroso di tenere l’Italia fuori dalla guerra, addirittura scettico rispetto alle leggi razziali. Un clamoroso esempio di falsificazione della storia, che corrisponde a una fase della vita pubblica italiana segnata da confusione tra finzione e realtà». Eccoci al nocciolo della questione. Parlare dei Diari serve solo a sostenere un concetto: un senatore di centrodestra, amico di Berlusconi, e un giornale vicino alle posizioni del premier intendono sdognare il fascismo, presentando Mussolini come un uomo buono e giusto, al fine di difendere un altro tipo di dittatura. Cioè quella di Silvio.
Questa è la balla più clamorosa, propria di chi - davvero - non conosce la differenza tra finzione e realtà. Dai diari, come più volte specificato su queste pagine, dai vertici di Bompiani e dallo stesso Dell’Utri (tanto che ormai ci siamo stancati anche noi di ripeterlo) non emerge affatto un Mussolini “buono”. Non si nega affatto l’orrore delle leggi razziali né si tenta di riabilitare un regime. Che avrebbe dovuto fare Benito per convincere gli amici progressisti? Avrebbe dovuto scrivere nel suo diario: «Eccomi, sono un bastardo razzista e assassino»? Ma per favore.
Come si fa a pensare che uno studioso convinto che stiamo vivendo nella notte della Repubblica possa esprimere un giudizio scevro di preconcetti su documenti del capo del fascismo? Impossibile. Ancora una volta, si vuole liquidare la discussione sul Ventennio tacitando chiunque non lo presenti come il male assoluto.
Sui diari si può parlare finché si vuole, ma bisogna farlo senza paraocchi, senza ideologia. Altrimenti - come accaduto negli ultimi trent’anni almeno - non si cava un ragno dal buco. Franzinelli vuole organizzare un confronto pubblico sulla materia? Perché no, sarebbe interessante, andremmo volentieri ad ascoltarlo. A una condizione: ci spieghi se vuole discutere di Mussolini o di Berlusconi. Ammesso che conosca la differenza tra i due.
PS. Ieri abbiamo chiesto all’editore Bollati Boringhieri di mandarci il libro di Franzinelli via email, per poterlo compulsare immediatamente e commentarlo senza basarci solo sull’articolo di Repubblica. Ci hanno risposto che non era possibile. Chissà, forse avevano paura che potessimo falsificarlo.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • Franztradizione

    13 Aprile 2011 - 13:01

    parla di Stalinismo e non di comunismo: un altro fan della vulgata storiografica antifascista militante.

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  • scorpion

    08 Aprile 2011 - 10:10

    Forse lei non sa che storici di ben altro calibro hanno valutato questi diari spazzatura. E di certo in questo periodo non mi sembra che la sinistra stia riscrivendo la storia. Quindi smetta di piagnucolare e cominci a studiare davvero anzichè citare i risultati trovati su google.

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  • aldisopra

    07 Aprile 2011 - 20:08

    EVVIVA ! EVVIVA ! l'antifascismo è di nuovo, nuovamente, di moda.

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  • dontfeedtheboss

    07 Aprile 2011 - 14:02

    L'Italia è un paese da 3° mondo, se non quarto. Basta vedere il grado di democrazia, di ignoranza, di corruzione, di efficienza dei servizi e di crescita economica. Ma voi che ne sapete di queste cose, voi vivete nel mondo immaginario inventato da Belrusconi.

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