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Macchina del fango? "Invenzione". L'anti-Saviano si chiama Pansa

"Carta straccia" è primo in classifiche davanti a "Vieni via con me". Spiega ciò che la sinistra ignora / BORGONOVO

Macchina del fango? "Invenzione". L'anti-Saviano si chiama Pansa
Da mesi, forse anni, il centrodestra si arrovella per trovare un “anti-Saviano”, un giornalista o uno scrittore che sia in grado di offrire al pubblico una lettura della realtà differente dalle consuete invettive contro il governo oppressore, contro la Lega che interloquisce con la mafia e contro i giornali “di regime” che agiscono a comando del premier per annichilire i suoi nemici politici. Adesso è chiaro che un antidoto alle dissertazioni savianesche sulla Macchina del fango esiste, e pensare che l’avevamo qui a portata di mano. I lettori di Libero lo conoscono bene, per la verità anche quelli di Repubblica e tutti gli altri: si chiama Giampaolo Pansa, un signore che ha firmato articoli per i principali giornali italiani e che da due settimane è in testa alle classifiche di vendita con il suo nuovo libro.

“Carta straccia. Il potere inutile dei giornalisti italiani” (Rizzoli) è al primo posto della lista dei bestseller di Arianna, probabilmente la più attendibile delle graduatorie. Nel fine settimana svettava in cima alla classifica della Stampa, era secondo in quella di Repubblica, di nuovo primo in quella del Corriere. Ha surclassato non solo i libri di cucina della Parodi, ma pure le tirate indignate di Stephane Hessel e di Don Gallo.  Ha lasciato indietro lo stesso Saviano, che da settimane imperversava con “Vieni via con me” (Feltrinelli), il volume che raccoglie gli interventi letti in tivù durante la trasmissione realizzata in coppia con Fabio Fazio. Pansa ha venduto oltre centoventimila copie in quindici giorni, per un totale di nove edizioni: un successo clamoroso anche per un autore conosciuto come lui. Il dato più interessante, però, riguarda il contenuto del suo libro. Che ovviamente non si riduce a una risposta all’autore di “Gomorra”, tuttavia presenta un quadro della situazione italiana molto diverso da quello dipinto ogni giorno dalle testate del gruppo Espresso, dai Santoro e dai Travaglio.

Saviano ha conquistato le folle ripetendo ad libitum la sua tiritera sulla Macchina del fango, cioè “il meccanismo con cui si arriva a diffamare qualsiasi persona”. Ha spiegato che “c’è differenza fra diffamazione e inchiesta” e ha gridato che “la democrazia è letteralmente in pericolo” poiché i media asserviti alla dittatura imperante di centrodestra hanno assaltato prima il direttore di “Avvenire” Dino Boffo, poi il cofondatore del Pdl Fini. I servizi di Libero e del Giornale, dunque, non erano inchieste, ma diffamazione. Anche se nel caso Boffo c’era una condanna e in quello di Fini si parlava di una casa sottratta al partito (Alleanza Nazionale) e di soldi pubblici da versare nelle tasche di amici e famigliari.
“Cosa succede in Italia quando si dà fastidio a chi comanda?”, teorizzava Saviano, “Si attiva una macchina fatta di dossier, di giornalisti conniventi, di politici faccendieri che cercano attraverso media e ricatti di delegittimare gli avversari”. Bene, Pansa in “Carta straccia” analizza la vicenda Boffo e le sue conseguenze. Mettendo in fila i fatti, dimostra che si è trattato di un’inchiesta a tutti gli effetti. Stesso discorso per la famigerata casa di Montecarlo. Racconta il clima di ostilità feroce che si è sviluppato attorno a Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro e a tutti gli altri giornalisti che non si limitavano a prendere per oro colato il vangelo di Repubblica. Suggerisce che i giornalisti conniventi al potere economico e giudiziario vanno cercati in altre redazioni che la nostra. Va oltre: si concentra sul ruolo politico che Carlo De Benedetti, patron del giornale di Largo Fochetti, ambisce ad esercitare. Narra come Ezio Mauro abbia trasformato il suo quotidiano in un organo di orientamento ideologico, in una corazzata militante. Va a toccare i santini progressisti come Santoro, Fazio e Travaglio, non risparmia nessuno. Infatti l’Espresso e Repubblica hanno bellamente ignorato la sua opera.

Sono argomenti che Pansa tante volte ha affrontato nel suo Bestiario su Libero, ma che raccolti in un solo tomo hanno interessato migliaia di persone. Tra i suoi lettori ci saranno sicuramente tanti simpatizzanti del centrodestra, ma visto il numero di copie vendute devono essercene per forza anche parecchi che votano a sinistra e magari sono stanchi del “giornale guerrigliero” di Ezio Mauro, dei “postriboli televisivi” di Lerner e Santoro, delle notizie a senso unico del Tg3. Gente che magari ha comprato “Vieni via con me” e i libri di Travaglio e che desidera sentire una campana che non suoni a morto. In queste ore di nuovo si parla di invasione dei mezzi di comunicazione da parte di Berlusconi, di campagna elettorale dai toni drammatici per colpa del Pdl e della Lega, si ripetono i copioni raffermi già squadernati in prima serata su Raitre e Raidue. Beh, chi ha letto Pansa ha capito che la Macchina del fango non esiste, che i giornalisti puntano ad esercitare un’azione politica ma spesso e volentieri falliscono (e non per questo cessano di azzannare il Cavaliere) e che le divinità progressiste non sono infallibili, anzi, spesso raccontano balle fin troppo evidenti. Centomila e più italiani - e speriamo che il numero sia destinato ad aumentare - hanno compreso come funzionano davvero i media qui da noi e quanto poco Berlusconi possa fondare su di essi il proprio consenso. La risposta agli show manettari e ai video processi ce l’abbiamo sotto il naso. E non si paga milioni di euro come alcuni programmi televisivi nei quali il centrodestra ha investito le sue speranza di rivalsa. Costa 19 euro e 90 centesimi più qualche ora di tempo da dedicare alla lettura. E un pò di coraggio, perché a mettersi contro alla macchina del ridicolo di Saviano e soci ce ne vuole.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • vitali vanna

    18 Giugno 2011 - 11:11

    ho letto "Carta straccia". BRAVISSIMO Pansa,revisionista indipendente. Lo vogliamo in TV SUBITO

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  • ITALYA LIBERA

    16 Giugno 2011 - 08:08

    Saviano ma chi è un finto scrittore-giornalista che la sinistra ha creato e che noi cittadiani paghiamo...è solo una persona che si nasconde dietro un paravento se avesse le palle di un vero uomo non andrebbe in giro con la scorta, cosi come con i milioni di euro che guadagna averbbe potuto fare tanto nel suo paese natale....invece fa il signore dei salotti bene della sinistra romana....del resto la sinistra fa con un braccio prende e con l'altro...anche. La segreteria di Italia Libera

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  • mlaura

    15 Giugno 2011 - 09:09

    Sto leggendo ora il libro di Pansa: è impressionante trovare descritte con cura quelle che per noi erano solo vaghe sensazioni. Sì, lui può essere l'anti-saviano. E' pacato, mai volgare, documentatissimo ma implacabile. Una vera forza della natura M.Laura Morini - Firenze

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  • vitali vanna

    13 Giugno 2011 - 15:03

    Ho letto tutti i libri di Pansa e non solo. Posso dire che è lo scrittore moderno numero 1.Dovrebbe andare in RAI al posto di Santoro

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