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Bompiani ritira "Bande Nere"

con l'immagine di La Russa

Bompiani ritira "Bande Nere"
La casa editrice Bompiani ritirerà dal mercato tutte le copie del libro “Bande nere” che riportano una fotografia del ministro della Difesa Ignazio La Russa, erroneamente indicato in compagnia di un esponente della criminalità organizzata.
La notizia è stata data dallo stesso La Russa nel corso di una conferenza al comando generale dei carabinieri. Il ministro ha dichiarato che “con molta correttezza la signora Sgarbi, direttore editoriale della Bompiani, mi ha annunciato il ritiro di tutti i libri che verranno mandati al macero, e la ristampa senza errori”. “Secondo me – ha concluso - era meglio mandarle tutte al macero, tutto il libro vista la partenza. Ma è giusto che chi vuole abbia la possibilità di comprare anche qualche indagine spazzatura”.
Un'inchiesta partorita in casa Repubblica - Il libro incriminato porta la firma di Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica, che intendeva proporre un’inchiesta sui giovani fascisti. In un viaggio nell'area nera della Penisola, Berizzi studia una zona geografica che va dal Trentino Alto Adige alla Calabria, dalla Lombardia al Lazio, da Milano a Roma passando per Verona e Vicenza, culle della destra estrema. Un'area che può contare su cinque partiti ufficiali (Forza Nuova, Fiamma tricolore, la Destra, Azione Sociale, Fronte sociale nazionale).
La Russa: non conosco alcun trafficante - Già nei giorni scorsi La Russa e un altro esponente di spicco di Alleanza nazionale, Andrea Ronchi, avevano smentito con forza di avere rapporti con esponenti neofascisti e neonazisti come invece sostenuto in un articolo-inchiesta del quotidiano di Ezio Mauro che aveva pubblicato una parte del libro di Berizzi.
La Russa contestava in particolare che la foto incriminata fosse quella che lo ritraeva, secondo la didascalia, con Ciccio Crisafulli di Quarto Oggiaro, camerata e componente di una famiglia mafiosa dedita al narcotraffico. ''Quella persona - aveva detto La Russa ai giornalisti a Montecitorio - non è assolutamente Ciccio Crisafulli, ma un carabiniere che è in servizio in una filiale della Banca d'Italia a Piazza Cordusio a Milano. Mi ha telefonato lui stesso per dirmelo''.

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Commenti all'articolo

  • sharansky

    28 Marzo 2009 - 10:10

    Niente di nuovo sotto il sole. Il metodo e' sempre quello: qualche spruzzo di verita' preso qua e la'in un collage di calunnie e presunte verita' indimostrate. L'unico scopo e' razzolare un po di euro alla faccia dei soliti utili idioti.

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