Cerca

Occhio al bomber

Kyle Beckerman, lo yankee che odia punte e parrucchieri

0
Kyle Beckerman

Siamo abituati a dire che «i calciatori ormai sono diventati come le rockstar». Gli americani, che col calcio non hanno ancora raggiunto un livello decente ma sulle rockstar non li batte nessuno, per guadagnare terreno hanno preso un cantante e gli hanno messo gli scarpini. Kyle Beckerman, mediano del Real Salt Lake City e della Nazionale a stelle e strisce, probabilmente non sarà il migliore del Mondiale nel suo ruolo però state pur certi che lo ritroverete in cima a tutte le classifiche di vendita.

Il ragazzo è il manifesto vivente dell’american way of life alternativo. Al momento dello sbarco in Brasile, mister Klinsmann e tutti gli altri della rosa trascinavano svogliatamente il proprio trolley fuori dall’aeroporto, tranne Beckerman. Il quale - dovendo scegliere cosa portarsi come bagaglio a mano - non ha avuto dubbi nel preferire la chitarra a ogni sorta di biancheria pulita. Sembra uscito da una garage band del Midwest: tatuaggi d’ispirazione indiana, cuffione perennemente sulle orecchie e un mucchio di capelli che, per sua stessa ammissione, non taglia da 9 anni e ha raccolto in dreadlock, le treccine simili ai rasta. Stranamente, a conferma della bizzaria del personaggio, per sua stessa ammissione il primo album musicale che abbia acquistato è una musicassetta del rapper Ice Cube. In campo si vede poco: corre tanto, ci mette grinta e quel poco che ha di tecnica, il resto è scena, una americanata con la “A” maiuscola. Ma in patria è amatissimo, in fin dei conti essere il mediano-rockstar della Nazionale presenta anche qualche vantaggio: Beckerman non corre il rischio di un finale alla Camoranesi (taglio del codino in mondovisione per celebrare il trionfo dell’Italia nel 2006). La chioma rasta del Mondiale non si tocca.

di Fabio Corti

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media