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Australian Open, trionfa Nole Djokovic: Andy Murray crolla nel quarto set

Nole Djokovic

Novak Djokovic ha vinto per la quinta volta in carriera gli Australian Open, prima prova stagionale del Grande Slam. Nella finale disputata alla Rod Laver arena di Melbourne, il serbo numero 1 del Mondo ha battuto in quattro set lo scozzese Andy Murray con il punteggio di 7-6 (5), 6-7 (4), 6-3, 6-0 in 3 ore e 44 minuti di gioco. Era la terza volta che il 27enne di Belgrado ed il 27enne di Dunblane si sfidavano per la finale degli Australian Open e ha sempre vinto Djokovic: nel 2012 si è imposto in rimonta in cinque set, e nel 2013 altro successo questa volta in quattro set proprio come oggi. Nel bilancio complessivo dei confronti diretti Djokovic è avanti per 16-8: Murray non batte Djokovic dalla finale di Wimbledon del 2013. Per il serbo era la 15esima finale Slam in carriera (8 i trofei messi in bacheca), la quinta a Melbourne dopo i successi del 2008, 2011, 2012 e 2013. Per lo scozzese era invece l’ottava finale dello Slam in carriera (2 i titoli vinti), la quarta a Melbourne: oltre le tre con Djokovic ha anche perso quella del 2010, battuto da Federer.

Onore delle armi - Un emozionato Djokovic è stato premiato da Roy Emerson, il grande campione australiano del passato che ha vinto un Open in più del serbo. «Congratulazioni ad Andy per il gran torneo disputato, sei un grande combattente e ti auguro il meglio per il resto della stagione», ha esordito Djokovic con il trofeo tra le mani. «Da quando sono diventato papà è tutto diverso, mi scuso ma voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno seguito. La mia squadra che mi ha aiutato nel bene e nel male, sacrificano la loro vita per me e senza di loro e la mia famiglia tutto questo non sarebbe possibile. Grazie anche ai tanti tifosi che sono venuti qui», ha aggiunto il numero 1 del Mondo. Un deluso Murray si è prima di tutto congratulato con l’avversario: «Te lo meriti, è fantastico il tuo bilancio nelle finali». Poi Murray ha ringraziato «la mia squadra, abbiamo lavorato tantissimo per essere qui. Non ce l’ho fatta ad arrivare fino in fondo ma continueremo a lavorare duro. È il torneo dove sono stato più continuo ma mi manca sempre quel passo in più per vincerlo».

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