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Crisi

Il Milan stenta e stecca: pari a San Siro con l'Empoli (ed è un lusso)

Il Milan stenta e stecca: pari a San Siro con l'Empoli (ed è un lusso)

Steccano entrambe, le capolista della Seire A: la Roma in casa col Parma, la Juve nel posticipo si fa raggiungere dal Cesena fuori casa. E così la distanza tra le due squadre resta di 7 punti.

Ma la domenica di campionato riserva una grossa delusione pure al Milan, che stenta e stecca. Così, a San Siro, nel lunch match della 23esima giornata della serie A, il solito Empoli, bello e aggressivo, ha conquistato un importante e meritato pareggio (per 1-1). Brutti e poco organizzati i rossoneri, alle prese ancora con diverse defezioni (soprattutto nel reparto arretrato) e con ingranaggi da oliare e assemblare al meglio. Compatti e ben orchestrati, di contro, i toscani. Di Mattia Destro, al 40’ del primo tempo, al primo sigillo davanti al suo nuovo pubblico, e di Massimo Maccarone, a metà della ripresa, le reti dell’incontro. Da segnalare che il Milan ha giocato gli ultimi minuti in nove uomini a causa dell’espulsione di Diego Lopez e degli infortuni di Alex (all’8’) e di Paletta (al 41’), uscito dal campo quando già il club lombardo aveva effettuato tre sostituzioni. Negli ospiti, orfani di Guarente e Saponara, Maurizio Sarri ha scommesso sul consueto 4-3-1-2, inserendo dal primo minuto Hysaj, Tonelli, Rugani e Mario Rui davanti a Sepe; Zielinski, Valdifiori e Vecino in mediana; con Maccarone in appoggio al duo offensivo composto da Pucciarelli e Croce. Nei padroni di casa, privi dello squalificato Mexes e degli indisponibili Zapata, De Sciglio, Mastour, El Shaarawy, Agazzi, Montolivo, Abate, Armero e Zaccardo, Filippo Inzaghi ha ridisegnato la formazione iniziale, puntando sul modulo 4-2-3-1.Spazio in avvio dunque a Rami, Alex (sostituito nelle prime battute, per la rottura del setto nasale, da Bocchetti), Paletta e Antonelli a protezione di Diego Lopez; a Poli e de Jong in mezzo al campo; con Honda, Menez e Bonaventura a sostegno di Destro. Ridimensionato, dunque, il brutto Milan di oggi. Belle invece le reti del match: Destro ha messo la palla in fondo al sacco dopo una bella azione di Menez e un assist al bacio di Binaventura; Maccarone ha colpito di testa sfruttando al meglio un bel cross di Hysaj e soprattutto l’ennesima dormita della retroguardia rossonera. Nel finale sterile offensiva degli ospiti e triplice fischio dell’ottimo Valeri a sancire il giusto risultato della sfida.

Nelle sfide del pomeriggio, la Roma si fa bloccare bloccare sullo 0-0 dal Parma, ultima in classifica e in crisi nera anche per questioni societarie (gli emiliani venivano da otto sconfitte consecutive in trasferta). Un assist favoloso alla Juventus, che stasera a casa del Cesena, con una vittoria, può portare a 9 punti il suo vantaggio sui giallorossi in una corsa scudetto che pare aver preso ancche quest'anno una direzione ben precisa. Falliscono, anche, i capitolini, la possibilità di capitalizzare in chiave secondo posto il passo falso compiuto sabato dal Napoli a Palermo. La squadra di Garcià è uscita dal campo all'Olimpico sotto un diluvio di fischi. La Lazio passa a Udine (0-1), l'Inter vince sul campo dell'Atalanta (1-4), il Genoa travolge il Verona (5-2), finisce 1-1 tra Torino e Cagliari.

Nel primo dei due posticipi serali, la Sampdoria conferma di non essere più la squadra brillante di inizio stagione e si infrange in casa del Chievo. La squadra di Maran si impone 2-1 con le reti di Izco e Meggiorini e continua la rimonta-salvezza. Decisamente incolore la prova degli uomini di Mihajlovic, che rischiano di vedersi sfuggire l’obiettivo Europa. Non basta l’esordio dal 1’ di un Etòo lontano dai tempi ruggenti, il gol di Muriel in pieno recupero non basta per la rimonta. La Sampdoria resta ferma a 35 punti e viene agganciata dal Genoa, prossimo avversario nel derby, il Chievo sale a 24 punti.

In serata la Juventus è scesa in campo a Cesena e fin dai primi minuti s'è capito che non sarebbe stata una passeggiata: romagnoli avanti con Djuric al 17': erroraccio di Pirlo in fase di impostazione, Defrel gli ruba palla e va via in contropiedie, arriva ai 20 metri e serve al centro il velocissimo Djuric che entra in area e infila Buffon con un rasoterra. Dieci minuti e la Juve pareggia con Morata: Cross di Pogba dalla sinistra, Morata stacca di testa tutto solo al limite dell'area piccola e infila Leali. Al 33' è vantaggio bianconero con Marchisio, che si avventa su una sponda di Morata dal limite di sinistra e batte ancora Leali. nella ripresa, quando sembra che la gara sia indirizzata verso il risultato più atteso, il Cesena pareggia con Brienza: Cross dalla sinistra di Renzetti, sponda di Djuric per Brienza che dal limite scarica il sinistro violentissimo sul quale Buffon non può nulla. Il match si fa rovente negli ultimi dieci minuti: al 35' del secondo tempo, l'arbitro Russo fischia un fallo di mano in area di Lucchini sul tentativo di rivesciata di Llorente. L'allenatore del Cesena Di Carlo viene espulso per proteste. Vidal va sul dischetto ma angola troppo e mette sul fondo. Al 41' proteste romagnole per un fallo di mano in area di Lichtsteiner, Russo lascia correre, ma il penalty poteva starci. Finisce 2-2, la Roma è stata graaziata.

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Commenti all'articolo

  • sgnacalapata

    16 Febbraio 2015 - 09:09

    Inzaghi allenatore? Ma va là!

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