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Parabole

Milan, Gianluigi Donnarumma: il portiere bambino che sogna San Siro

Milan, Gianluigi Donnarumma: il portiere bambino che sogna San Siro

Nel momento più buio della storia recente del Milan, e mentre l’Inter festeggia la successione nell’albo d’oro del Viareggio, c’è un piccolo spiraglio di luce che fa sorridere l’ambiente rossonero. Minuto 83’ di Milan-Empoli, Diego Lopez in uscita salva la porta ma rimedia un’espulsione da brividi. Nell’incubo del Diavolo, inizia la favola di Gianluigi Donnarumma che, complice la squalifica dello spagnolo e l'infortunio di Agazzi, andrà in panchina domenica contro il Cesena ad appena 15 anni. Ieri doveva giocare Italia-Austria Under 17, invece è dovuto tornare di corsa a Milano per partecipare all’allenamento della prima squadra.

A San Siro gli servirà un certificato medico di idoneità per scendere in campo, tre giorni dopo potrà invece festeggiare alla grande il 16° compleanno. Roba che da queste parti riporta ai tempi eroici di Gianni Rivera, ma che sta diventando un’abitudine dopo l’approdo in prima squadra del baby fenomeno Mastour alla fine dello scorso campionato.

Brocchi - che lo fa giocare sottoetà di due anni in Primavera - non ha perso la fiducia in lui e nemmeno Inzaghi che lo affiancherà al pupillo Gori, 18 anni, arrivato l’anno scorso da Brescia. Il nome è lo stesso del suo idolo, Buffon. Da piccolo tirava anche le punizioni, come Chilavert. Ma con i guanti «Gigio» c’è nato o quasi. Suo fratello maggiore, classe ’90, è arrivato infatti a Milanello quando lui aveva appena 6 anni: strappato a Lecce e Juve, Antonio ha vinto uno scudetto Allievi e una Coppa Italia Primavera. Oggi non è più del Milan, ma del Genoa e intanto fa esperienza difendendo la porta del Bari.

Il «piccolo» di casa ne segue le orme rossonere nel 2013 - con già una convocazione in azzurro nonostante fosse ancora in una scuola calcio, mai successo prima - ma ha qualcosa in più. E lo si vede a occhio. Non è la pur buona rapidità negli spostamenti, bensì i 197 centimetri che lo fanno sembrare un gigante. E che da ragazzo suscitavano invidie e sospetti nelle squadre avversarie. Spinti al calcio dallo zio Enrico, scomparso qualche anno fa, i fratelli Donnarumma sono cresciuti entrambi al Club Napoli di Castellammare di Stabia. A forgiarli gli insegnamenti di Ernesto Ferrara, il guru dei portieri campani: sul suo curriculum ci sono Antonio Mirante e Gennaro Iezzo. Lo voleva l’Inter, ma proprio come Mastour alla fine ha scelto il Diavolo. Complice anche il suo procuratore Mino Raiola che ha convinto il club a sborsare l’incredibile cifra di 250 mila euro per soffiarlo alla concorrenza. Berlusconi voleva un Milan giovane e italiano: basterà Donnarumma a renderlo felice?

di Francesco Perugini

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