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Europa League, doccia scozzese per l'Inter: 3-3 in trasferta col Celtic

Europa League, doccia scozzese per l'Inter: 3-3 in trasferta col Celtic

Niente da fare, l’Inter non è ancora guarita. Con la cura Mancini i nerazzurri stanno provando ad uscire dal guado, la strada però resta decisamente lunga, e il 3-3 con il Celtic a Glashow lo dimostra. Una prova di maturità superata solo a metà, perché è vero che dalla Scozia Ranocchia e compagni tornano con mezza qualificazione in tasca, ma la rimonta subita è di quelle brucianti.

Mancini si presenta ancora senza Kovacic, alla quarta di fila partendo dalla panchina (non gli succedeva di rimanere così tanto seduto dal febbraio di un anno fa), ma lascia intatto il 4-3-1-2 con Shaqiri dietro alla coppia Icardi-Palacio.

Il clima è di quelli tipicamente britannici, pioggia fitta e grande tifo, i 60mila del Celtic Park iniziano a cantare ancora prima dell'inizio e quando vogliono far davvero casino fanno tremare lo stadio. Ma l’inizio dell’Inter è di quelli che zittiscono i tifosi avversari: Kuzmanovic illumina per Shaqiri, Gordon si salva sulla prima conclusione al volo dello svizzero, sulla ribattuta il portiere non può nulla, 0-1.

Non è finita qui, al 13’ la difesa biancoverde su sviluppi di corner regala palla a Palacio che raddoppia, nel giro di un quarto d'ora i nerazzurri si trovano sopra di due gol quasi senza sapere come. Partita che sembra quasi già in ghiaccio, Ranocchia e compagni in pieno controllo, Celtic confusionario.

Invece di azzannare la preda come farebbe una squadra concentrata, però, l'Inter commette uno di quegli errori che in Gran Bretagna non si devono fare: ridare carica ai tifosi avversari, che a loro volta la trasmettono in campo ai giocatori. E non è un caso se in un minuto e 16 secondi gli scozzesi rimettono in piedi la sfida, prima con un tap-in vincente di Armstrong su cross di Matthews, poi con grazie ad una deviazione sfortunata di Campagnaro su tocco dello stesso Armostrong, con la complicità di una difesa che sta a guardare subendo ancora gol da rimessa laterale.

Celtic Park torna a saltare, il Celtic inizia davvero a giocare, infatti Carrizo (portiere di coppa per Mancini al posto di Handanovic) è costretto a sbrogliare un paio di situazioni complicate. Almeno finché Gordon non ha la brillante idea di farsi sfuggire dalle mani un lancio fuori misura di Medel, permettendo a Palacio di insaccare a porta vuota e riportare avanti l’Inter a pochi istanti dalla fine del primo tempo. Sulla stessa linea di quanto visto a Bergamo, nerazzurri prima in controllo, poi sopraffatti anche dalla situazione ambientale e in difficoltà ma di nuovo in vantaggio grazie ad un episodio.

La ripresa si apre ancora con gli uomini di Mancini in proiezione offensiva, Palacio spreca contropiede, poi Gordon mette una pezza su un velenoso sinistro a giro di Shaqiri, risponde Bitton che dalla distanza sfiora il palo alla destra di Carrizo.

Il pubblico torna a spingere, con loro il Celtic, l’Inter si arrocca sulla difensiva e riprende a soffrire. E lo stesso portiere argentino deve salvare con il piede su Mackay-Steven e in uscita su Griffiths dopo l'ennesima dormita della coppia Ranocchia-Juan Jesus, mentre Henderson lo grazia calciando centrale da buona posizione.

Il peggio pare alle spalle, ma come spesso succede l’apparenza inganna. Infatti all’ultimo minuto di recupero la difesa nerazzurra si addormenta di nuovo e Guidetti trova lo spazio giusto per la zampata mancina del definitivo 3-3.

Il coraggio non è mancato, ma la strada per tornare grande per l’Inter è ancora lunga.

di Matteo Spaziante

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