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Inter, il risiko Europa che preoccupa Thohir: perché il suo piano può naufragare

Inter, il risiko Europa che preoccupa Thohir: perché il suo piano può naufragare

Thohir inizia a fare i conti con l’Europa. No, nessuna invasione prevista in Indonesia, ma il patron dell’Inter tra il fair play finanziario dell’Uefa e possibile mancata partecipazione all’Europa League sta già iniziando a tirar fuori la calcolatrice. E i conti non saranno facili.

Sul versante fair play, la società nerazzurra sta aspettando che la commissione proponga la sua sanzione. Per rinfrescare la memoria, l’Uefa chiede che i conti di tutte le società siano a posto. Per le prime stagioni, però, permette dei rossi fino a 45 milioni (ancora per quest’annata) e di 30 milioni (dal 2015/16 fino al 2017/18). L’Inter non ha rispettato la soglia del -45, anzi è andata ben oltre, presentando all’esame dei conti un pesantissimo -180, derivante in gran parte dalla gestione Moratti, cifra che porterà alla sanzione. I cui termini indicativi si sanno già: circa 6/7 milioni di multa, poi una limitazione al mercato (non potrà spendere più di quanto incasserà) e alla rosa per la prossima competizione Uefa (da 24 a 23 o 21, oppure l’obbligo di inserire più giovani del vivaio). In più, seguendo gli esempi precedenti, potrebbe essere aggiunto anche l’obbligo del pareggio di bilancio entro un paio di stagioni ed un limite al monte stipendi.

Nulla di impossibile, soprattutto se consideriamo che parlare di multa non è propriamente corretto, visto che i soldi saranno presi dai premi europei di questa stagione e che una parte potrebbe essere restituita nel caso in cui l’Inter rispettasse i parametri. Per gli altri aspetti, è la stessa Inter che si era già imposta il pareggio di bilancio nel 2016 e, allo stesso tempo, non aveva intenzione né di alzare il monte stipendi né di spendere molto più di quello che incassa (e per questo saranno fondamentali i riscatti della prossima estate dei vari Alvarez, Taider e Schelotto, altrimenti qualche big partirà). Tanto che nemmeno tra i dirigenti nerazzurri pare esserci inquietudine: «Preoccupato? Non particolarmente, attendiamo le comunicazioni dell’Uefa e poi le valuteremo», ha dichiarato il dg Fassone all’uscita dalla Figc. A breve arriverà l’invito a recarsi a Nyon, dove poi l’Inter chiuderà il contenzioso con un probabile patteggiamento.

Dall’altro lato, però, il patron nerazzurro è decisamente più preoccupato per la situazione di classifica. Intanto tifa perché in finale di Coppa Italia arrivi qualcuno già qualificato in Champions, in modo da permettere anche alla sesta in campionato di andare in E-League. Altrimenti, la strada per il 5° posto, oggi distante 7 punti, si fa complicata. Non è però la mancata partecipazione in sé a mettere ansia a Thohir, quanto il fatto che giocare almeno nella ex Coppa Uefa fosse una delle condizioni grazie a cui, la scorsa estate, aveva strappato a Goldman Sachs il finanziamento di 230 milioni. Per questo rischio il patron sta valutando l’ipotesi bond per chiudere il debito con la banca, senza rischiare che un eventuale 7° posto metta a rischia l’integrità del progetto di risanamento. Che potrebbe passare, ovviamente, anche tramite cessioni importanti. Ma per ora i giocatori sono l’ultimo dei problemi di Thohir.

di Matteo Spaziante

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