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Calcio, il presidente Figc Carlo Tavecchio lancia nuove norme per dirigenti e iscrizioni ai campionati

Calcio, il presidente Figc Carlo Tavecchio lancia nuove norme per dirigenti e iscrizioni ai campionati

Carlo Tavecchio è stato chiaro: «Mai più casi Parma». E, almeno a parole, il presidente della Figc sta provando a mantenere la promessa. Due erano infatti i punti all’ordine del giorno dell’assemblea federale: le norme per la concessione delle licenze relative ai campionati della prossima stagione sportiva e l’approvazione dei principi per le acquisizioni di partecipazioni societarie in ambito professionistico. In sostanza, Tavecchio ha voluto creare nuovi criteri economici sia per le squadre di A che per chi vuole comprare almeno il 10% di un club.
Sulla scia del fair play finanziario creato da Platini, la Federcalcio ha per prima cosa imposto l’obbligo del pareggio di bilancio alle società per ricevere le licenze sportive (e quindi potersi iscrivere ai campionati). Un’altra norma in stile europeo, dopo quella riguardante le rose. E che entro tre stagioni obbligherà le dirigenze ad un radicale cambiamento: ben 11 squadre su 20 dell’attuale Serie A infatti hanno chiuso l’ultimo bilancio in rosso, dal sostanziale pareggio del Cagliari al -102 milioni dell’Inter. Un percorso comunque graduale, i club infatti avranno tempo fino al 2018 per sanare la propria posizione, mentre già dall’anno prossimo dovranno dimostrare di avere saldato i debiti di mercato anche con i club stranieri.
Diversa invece la situazione per quanto riguarda i nuovi possibili acquirenti. Il caso Parma ha scottato la Federcalcio, che ha così deciso di introdurre una nuova discriminante per chi decide di acquistare almeno il 10% di una società: il compratore dovrà dare dimostrazione di solidità e onorabilità, finanziaria e non. Norma sullo stile di quanto avviene ad esempio in Premier, come ben sa Massimo Cellino, che ha dovuto lasciare il Leeds a causa di una condanna per evasione fiscale in Italia. Niente più sorprese alla Manenti, per intenderci, con maggiori controlli anche sulla situazione debitoria di ciascun club. In più, deregulation sui procuratori, che di fatto scompariranno dal 1 aprile.

Matteo Spaziante

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