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Alex Schwazer viene celebrato, Carolina Kostner invece paga: Italia, il Paese delle banane

Carolina Kostner e Alex Schwazer

Alex Schwazer redento, Alex Schwazer libero dalla schiavitù del doping, Alex Schwazer testato e monitorato e dato in pasto all’opinione pubblica 24 ore su 24 come un frankenstein qualunque per dimostrare che ormai dietro al marciatore non c’è più il marcio ma una marcia su Rio, quella pazza idea di tornare a sudare, a spaccarsi i piedi e le gambe per far vedere ai suoi amici russi che vincere senza barare si può, conquistare un biglietto per le Olimpiadi e riconquistare la fiducia degli italiani, il popolo dalla memoria più corta del pianeta.

Ieri a Roma, seduto al fianco di uomini di sport e medicina come Sandro Donati, come il professor Dario D’Ottavio, come il nuovo allenatore Mario De Benedictis, come la manager delle star Giulia Mancini, Alex ha premuto il tasto avvio sulla pellicola del momento, il primo atto dello spettacolo “Schwazer II, il ritorno”, la caccia alla medaglia e al consenso, con il carro dei vincitori grondante retorica che faceva capolino dietro l’angolo e sul quale ha già messo una mano perfino don Ciotti, che ormai piazza un po’ ovunque la sua “Libera”, l’associazione contro le mafie e la sporcizia in genere, entusiasta di questo progetto «per la sua forza simbolica, una forza che speriamo induca anche altri atleti a uscire dall’ombra, denunciare, riconquistare la propria dignità e libertà».

Magari don Ciotti una carezza poteva riservarla pure a Carolina Kostner, che nell’Italia Paese delle banane rimane appesa alla croce di tutta questa storia come l’unica che pagherà pur non avendo commesso alcunché, mentre i ladroni scendono e vanno a farsi un giro, magari a Ipanema. Miracolo.

Cornuta e mazziata, Carolina. Cornuta perché in nome dell’amore si è comportata come il 99% di noialtri coglioni e non ha sputtanato il fidanzato che si nascondeva dai controlli antidoping (e dunque condannata non perché ha mentito sulle pratiche vietate di Schwazer: c’è una bella differenza); cornuta perché si è beccata pure la reprimenda di una frettolosa Federica Pellegrini, dettasi pronta perfino a scaricare il suo Magnini nel caso lo beccasse a fare il furbo (ma non ne avremo mai la riprova, immaginiamo, e per fortuna); mazziata perché la sua condanna ha scandalizzato il numero uno del Coni, Malagò, impotente contro la decisione dei giudici, inciampato al di fuori della sua neutralità istituzionale tanto da farci parlare di “indignazione ad personam”; e ancora mazziata, perché, mentre Alex annuncia il «progetto trasparente» e intanto annusa il profumo di nuovi sconti di pena, di un’immagine in via di smacchiatura con tanto di ammorbidente istituzionale, Carolina sconta la squalifica di un anno e quattro mesi fino al 2016, costretta a saltare Europei e Mondiali e sperare in un ricorso favorevole al Tribunale di Losanna.

Nel Paese in cui lo Stato incoraggia i delatori e i pentiti, spesso facendosi raccontare versioni di comodo altrimenti crolla il castello, la Kostner donna d’onore e amante fedele paga per tutti, paga per regole assurde. Forse se si fosse dopata anche lei l’avrebbe sfangata più facilmente. «La Kostner non sapeva nulla. Se ce ne sarà bisogno, andrò per lei a Losanna per testimoniare», esclama Alex tardivamente. A lui i riflettori del paradiso, a Carolina resta solo il lato oscuro della luna.

di Tommaso Lorenzini

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Commenti all'articolo

  • snoopy49m

    02 Aprile 2015 - 21:09

    Un conto è un sentenza emessa da un giudice che applica una legge, un conto è il pensare comune. Eventualmente è la legge che è sbagliata non chi la applica. Carolina è una campionessa alla quale vogliamo tutti bene, a prescindere di quello che ha sentenziato un giudice. Alex Schwazer non può dirsi un campione, al quale si può dare un'altra occasione. Due mondi diversi ora giustamente separati.

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    • graziac2000

      04 Aprile 2015 - 16:04

      snoopy49m, io la penso diversamente! Nonostante spesso sbaglino e questa vicenda ne è la riprova! Ancora oggi, le sentenze le emettono i giudici che dovrebbero interpretare la legge e soprattutto usare il BUONSENSO! Il tuo ragionamento varrebbe, se a pronunciare le sentenze fossero le macchine programmate. Saluti

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  • carlozani

    02 Aprile 2015 - 12:12

    L'Italia non è il paese delle banane ,ma il paese con sentenze emesse da personaggi di 'm...a'.

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  • Oscar1954

    02 Aprile 2015 - 10:10

    Carolina hai tutta la mia solidarierà. Cambia nazionalità e vai ad abitare in un Paese civile. Lascia perdere questa nazione di ladri, corrotti e ingiusti che per il loro esclusivo tornaconto stanno portando alla catastrofe il Popolo.

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  • lievito

    lievito

    02 Aprile 2015 - 10:10

    gli uomini sono sempre e comunque stronzi, come volevasi dimostrare

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