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Strano, ma...

Mirco Antenucci, la storia del bomber italiano costretto a restare in panchina perché fa troppi gol

Mirco Antenucci

Attenzione attaccanti, anche segnare troppo può costarvi caro. Per informazioni, rivolgersi a Mirco Antenucci, 30enne bomber di provincia in Italia (l’anno scorso 19 gol in B con la Ternana) sbarcato la scorsa estate in Inghilterra, al Leeds di Cellino. Una prima esperienza all’estero decisamente particolare per la punta di Termoli, dopo tanti anni tra A e B. Nella cittadina dello Yorkshire nel giro di un anno è successo di tutto, soprattutto intorno a Cellino, il cui acquisto del club viene prima respinto dalla FA a causa di una condanna per evasione in Italia, poi approvato dopo un ricorso. Ma che il Leeds sia nelle mani dell’ex patron del Cagliari si nota soprattutto in questa stagione: cinque cambi di allenatore, e pure l’ultimo, Neil Redfearn (già ritornato dopo l’esonero a settembre) è di nuovo in bilico.

Nel caos che ne consegue, l’unica certezza pare essere proprio Antenucci: fino a dicembre l’ex Ternana è il trascinatore, 8 gol nelle prime 24 giornate e prestazioni che ne fanno un idolo dei tifosi inglesi. Poi però qualcosa si rompe, dopo aver giocato 88’ di media a gara fino al 30 dicembre, nel 2015 il suo utilizzo crolla, tanto che nelle 11 partite giocate nel nuovo anno ha giocato solo 23’ di media. «Scelta tecnica», si dice. Ma c’è dell’altro. Il problema pare essere una clausola nel contratto biennale firmato con Antenucci la scorsa estate: con 12 gol segnati, infatti, scatta in automatico il rinnovo per un’altra stagione, fino al 2017. Soltanto che l’attaccante va per i 31 anni e a Leeds pare non abbiano molta intenzione di tenerlo. Così dalla dirigenza è partito il diktat: «Meglio limitare il suo minutaggio», come successo ad Aquilani al Milan nel 2012.

Detto, fatto: peccato che Antenucci nel frattempo, nonostante i soli 23’ a gara, abbia segnato altri due gol, toccando i 10 e avvicinando la fatidica quota. Il ds Salerno parla di semplice scelta tecnica, mentre l’agente del giocatore, Silvio Pagliari, pur «non credendo a questa storia», ha sottolineato come sia « molto strano che il capocannoniere della squadra giochi così poco». E non ha tutti i torti: sarebbe il primo caso di panchina punitiva per chi segna troppo. Roba da mondo al contrario.

di Matteo Spaziante

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