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Inter, perché a Erick Thohir conviene rivendere a Massimo Moratti

Inter, perché a Erick Thohir conviene rivendere a Massimo Moratti

Nessun passo indietro, Erick Thohir resta saldamente al vertice dell’Inter. Ieri è stata giornata di smentite, cadute un po’ a pioggia da tutti i protagonisti dopo le indiscrezioni di un possibile piano-B con Massimo Moratti pronto a ritornare al comando in sostituzione del predecessore. La conferma è arrivata da tutti, «non c’è nulla di vero». Se non la tentazione.

Quella dell’ex patron, naturalmente. Ai microfoni di Sportmediaset, Moratti ha chiuso ogni porta, dichiarando che «Thohir ha le carte per fare bene. Lo sostengo, ci sono i presupposti perché questo avvenga, si sta sacrificando moltissimo. Mi può mancare l’Inter come tifoso, vorrei avere più soddisfazioni magari, come credo avvenga per Thohir. Ma non esiste alcuna possibilità di riprendere la società. Non c’è nulla di vero». Una minima speranza c’è, però. Per ora resta solamente un’idea, cioè quella di ritornare al vertice del club nel caso in cui il tycoon indonesiano riscontrasse particolari problemi nell’attuare il suo progetto.

Un presupposto che sarebbe contenuto anche in una clausola del contratto di vendita firmato un anno e mezzo fa tra i due, senza considerare che l’ex numero 1 ha la prelazione fino al 2016 sulle quote della controparte. E ci sarebbe già una bozza di piano, come rivelato da calcioefinanza.it: Moratti rimarrebbe al 29,5% con la maggioranza relativa delle azioni, mentre il 70% in mano a Thohir passerebbe ad una società ad hoc in cui confluirebbero le quote degli investitori, divisi in base alla quantità di capitale investito (chi metterà più soldi, come per ipotesi Tronchetti Provera o Pellegrini, avrà maggiore potere decisionale e più benefit). Una scelta che riporterebbe così Moratti a capo dell’Inter senza un nuovo esborso economico e con una società più solida rispetto a quando l’ha venduta, anche grazie ai progetti e al riammodernamento societario iniziato da Thohir in quei settori dove la precedente gestione non aveva inciso. Rimaniamo sempre nel campo delle ipotesi, anche perché l’idea sarebbe stata sviluppata da poco e Moratti non ha mai manifestato al successore di voler ricomprare le quote, però le voci secondo cui si stiano cercando investitori per liquidare Thohir si sono fatte più insistenti nelle ultime settimane.

Come spesso accade, però, si stanno facendo i conti senza l’oste. Perché è vero che l’attuale patron potrebbe incassare una bella cifra, ipoteticamente superiore ai 300 milioni (cioè gli 82 milioni versati per i due prestiti più la valutazione ipotetica del 70% delle quote societarie), ma non ha alcuna intenzione di cedere. Certo, le difficoltà del progetto sono evidenti, come ben sottolineato dal non aver trovato investitori per il bond da 250 milioni (che avrebbe liberato l’Inter dal prestito con le banche, che inizierà a pesare molto da giugno), però il progetto prosegue. L’impegno quindi rimarrà tale, altrimenti non si spiegherebbero ad esempio i 60 milioni recentemente usciti dalle tasche del patron per sistemare i conti nerazzurri. Nessuno scossone in vista, quindi, Thohir è saldamente al potere e vuole restarci per far tornare l’Inter ai vertici.

di Matteo Spaziante

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