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Milan, i cinesi preparano il sorpasso: Mister Bee mette fretta a Silvio Berlusconi

Silvio e Barbara Berlusconi

Sale la febbre asiatica in casa Milan. Ha fretta Mr. Bee, il broker thailandese in arrivo a Milano nei prossimi giorni per chiudere la trattativa per il Diavolo. Il finanziere era dato in Italia già ieri, un evidente sintomo della volontà di accelerare l’affare. I tempi della due diligence non prevederebbero mosse fino a fine mese: basta il preaccordo con Silvio Berlusconi per garantire un certo vantaggio a Bee, ma evidentemente i segnali in arrivo dalla cordata cinese fanno paura. Al momento il thailandese è in grado di mettere sul piatto 500 milioni di euro per il 60% della società: tanti soldi, eppure una cifra ben lontana dal miliardo e mezzo di valutazione del club fatta dal patron, abilissimo finora a gestire l’asta per il gioiello di famiglia. I magnati cinesi capitanati da Richard Lee sembrano intenzioni a superare l’offerta ma hanno bisogno di tempo. Proprio quello che vuole la proprietà.

Perché le prossime settimane saranno delicatissime dal punto di vista societario. Da una parte il cda, atteso tra il 27 e il 29 aprile, che dovrà ratificare un altro rosso attorno ai 60 milioni di euro. Negli stessi giorni, però, al massimo entro i primi di maggio arriverà la decisione di Fiera Milano sulla gara per l’assegnazione degli spazi dei vecchi padiglioni. Il progetto del nuovo impianto rossonero - che dovrà chiamarsi “Silvio Berlusconi”, una precisa condizione posta nelle trattative - è nella lista dei favoriti: l’assegnazione del terreno farebbe immediatamente lievitare la quotazione della società.
«Il primo pensiero è l’area del Portello, ma andremo avanti anche nel caso in cui non dovessimo vincere quel bando. Vogliamo fare lo stadio di proprietà», ha assicurato ieri Mauro Tavola, responsabile sponsorizzazione e vendite del Milan durante l’evento di presentazione dello sponsor giapponese Fujitsu che fornirà i climatizzatori per il nuovo impianto.

Se da una parte il mondo Milan guarda al futuro, ieri è stata l’occasione per un tuffo nel passato per la presentazione del libro di Arrigo Sacchi, “Calcio totale”: «Volevamo divertire, vincere e convincere. Prima di tutto ci vuole un grande progetto, una grande idea che faccia sognare tutti», ha sottolineato l’ex allenatore davanti alla sua difesa dei miracoli Tassotti-Baresi-Galli-Maldini schierata come una volta, «con Berlusconi il calcio italiano rinacque. All’inizio della mia carriera puntavo sulla persona poi quando venni al Milan Galliani mi disse: “Guarda che qui puoi spendere”». «Bei tempi», è stata la replica divertita e commossa di Adriano, «era un momento magico e creativo».

Intanto, l’erede di oggi Filippo Inzaghi si prepara a ricevere la Samp confermando il tridente Cerci-Destro-Menez (ma perde Van Ginkel, pronto Poli). Con la Curva che annuncia una nuova contestazione «nostalgica» invitando i tifosi a portare allo stadio un’immagine del grande Milan, il tecnico milanista culla il sogno di un’impresa e della riconferma: «Spero di regalare ai tifosi qualcosa di bello da qui alla fine della stagione, stiamo lavorando per tornare in Europa», dice a Sky, «con la Samp sarà un banco di prova importante. Dobbiamo mettere in campo la voglia di comandare il gioco, perché siamo il Milan».

di Francesco Perugini

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