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Luciano Moggi: "I faziosi travestiti da scrittori che godono per la Juve ko"

Luciano Moggi: "I faziosi travestiti da scrittori che godono per la Juve ko"

Capita spesso di ripensare alle cose belle, tra queste anche le soddisfazioni calcistiche, e sicuramente non troverà spazio quanto accaduto domenica, al derby di Torino e sul “ring” nel dopo Atalanta-Empoli. Episodi nauseanti, come le solite chiacchiere degli opinionisti. Si sa che il calcio genera odio e amore, si sa che tra i veri tifosi (bravi) trovano spazio anche gli esagitati, ma non bisogna solo fomentare odio e poi lamentarsi per quel che accade: bisogna impedire a chicchessia, si chiami anche G.P. Ormezzano, di scrivere le “vaccate” che a lui, grande scrittore, escono spesso quando indossa le vesti di ultrà granata qual è. E ieri ne ha data una dimostrazione. Commette un grave errore anche chi dà spazio a simili esternazioni che provengono dal cuore di un tifoso vero (e non sono certamente indirizzate a fomentare disordini, ma possono procurarli) per poi leggere editoriali che ammoniscono di fermare «gli idioti perché altrimenti resteranno solo loro allo stadio». Belle parole, peccato che il giorno prima qualcuno abbia scritto sullo stesso giornale che «la Juve ruba»...

Sono ormai tanti anni che assistiamo attoniti a certi avvenimenti sempre seguiti da buoni propositi poi disattesi, e la domanda rimane: come fermare la violenza negli stadi? Non è facile rispondere, ci vuole allora coraggio e andare da chi è riuscito a sconfiggere gli hooligans nel Regno Unito: ora il pubblico assiste alle partite da bordocampo, senza recinzioni e tutto grazie a una donna, l’allora Primo Ministro Margaret Thatcher. Si informi e si unifomi il nostro ministro Alfano: il tentativo di parlare alle coscienze dei violenti non serve più, occorre la forza.
La nostra Federazione deve dal canto suo saper liberare le società dal ricatto ultrà - basta un biglietto gratis in meno e scoppia un petardo in campo e sono multe salate -, sostenere perciò che sono vietati i rapporti con i tifosi è solo un modo di dire. Cominci la Figc a non multare, sarà l’inizio che darà la forza necessaria ai club per scrollarsi veramente di dosso i violenti. Le società devono naturalmente fare la loro parte, intensificare la vigilanza, perché se entrano le bombe carta negli stadi è solo colpa loro.

Poi il calcio giocato. Il 25 aprile, giorno della Liberazione, è stato intrappolato il Milan, sconfitto a Udine e relegato in ritiro punitivo come se fosse lì l’ispirazione per giocare meglio. Non ci è dato sapere se sia stato mandato in castigo pure il colpevole di tanto misfatto, visto che il Milan da tempo non azzecca più buone mosse di mercato, il debito gestionale aumenta mentre diminuiscono le soddisfazioni. Inzaghi contro la squadra («indegni di questa maglia»), la squadra contro Inzaghi («non ci sai utilizzare»): chi salverà il Milan?

Per molti italiani (contenti loro...) la vera Liberazione è stata però domenica, col ko dell’odiata Juve con il Toro. Ma, vista la classifica, la Signora può anche permettersi qualche stop. Si rifà viva l’Inter, meritato 2-1 sulla Roma (meglio quando Totti è uscito), strameritato il 4-2 del Napoli sulla Samp: avevamo scritto che in caso di successo avrebbe guadagnato punti sulle romane (la Lazio pareggia ma allunga sulla Roma) e così è stato: lotterà per il 2° posto fino alla fine. Il rigenerato Cagliari, invece, coglie con autorità un’insperata vittoria in casa Fiorentina. Forse Zeman aveva ragione, la squadra non lo “capiva”...

di Luciano Moggi

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