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Analisi

Fabrizio Biasin: vaffa, rossi, anarchia, ko. Perché il Milan è alla frutta

Fabrizio Biasin: vaffa, rossi, anarchia, ko. Perché il Milan è alla frutta

«Ho ancora molto da dare» dice Inzaghi nella conferenza stampa post Sassuolo-Milan 3-2. La risposta dei tifosi rossoneri (ieri assenti sugli spalti per legittimo e pacifico «sciopero») non tarda ad arrivare via social network: «Abbi pietà di noi». E, insomma, il divorzio non è ufficiale ma poco ci manca. Nessuno conosce il nome del sostituto di Pippo sulla panca indiavolata, forse neanche Silvio Berlusconi, ma tutti sanno che sarà rivoluzione. L’ennesima.

L’ultimo disastro stagionale va in scena a Reggio, là dove abdicò un certo Max Allegri, annientato da quattro gol firmati Berardi. Ieri il giovine bomber cosentino si è fermato a tre: il primo grazie alla complicità di Diego Lopez e del signor arbitro (il portiere papereggia, ma il pallone non varca la linea di porta completamente), il secondo su sospetto fuorigioco, il terzo dopo aver bruciato il bell’addormentato Bonera, uno dei «giovani» che Inzaghi aveva promesso di mostrare al pubblico rossonero nell’ultima parte di questo straziante campionato.

Al resto ci hanno pensato i rossoneri: Bonaventura prima segna un gol e poi si fa cacciare per doppia ammonizione (ingenuo fallo di mano, ma è il meno peggio dei suoi), Alex inzucca il gol del momentaneo 2-2, Suso raggiunge Jack sotto la doccia nel finale per sciagurato intervento a centrocampo, El Shaarawy torna a farsi vedere ma solo per un giallo rimediato dopo colorito scambio di vedute con il signor arbitro, Destro è in campo ma non ne siamo totalmente convinti (davvero è in campo? Siamo sicuri?), Pazzini entra e quantomeno si fa sentire per il numero di falli fatti, gli altri sguazzano nella mediocrità di una squadra che squadra proprio non è.

Certo, ieri il signor arbitro (che poi è Guida) ci ha messo impegno per far saltare i nervi a tutti, ma alla fine il problema non è il disastro in classifica (nel 2015 5 vittorie, 6 pareggi e ben 9 sconfitte) semmai l’atteggiamento da «supplente in classe» dei ragazzi di Inzaghi. C’è quello che urla, quello che picchia, quello che non corre, quello che va per i fatti suoi, c’è un tecnico che a fine partita giustifica tutti e dice «con 35 gradi in 10 è dura». Già, quelli vengon buoni solo a Formentera.

di Fabrizio Biasin

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Commenti all'articolo

  • scorpione2

    21 Maggio 2015 - 13:01

    biasin,sono finiti i liquidi,per fare mercato occorrono din din ,sono rimasti gli immobili,ma con questi non bastano,occorrono liquidi.

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  • tontolomeo baschetti

    18 Maggio 2015 - 19:07

    Perché Silvio è alla frutta, perché Galliani e alla frutta, perché Barbara è alla banana ....

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