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Milan, Carlo Ancelotti si è preso due giorni per decidere: chi è la vera alternativa

Milan, Carlo Ancelotti si è preso due giorni per decidere: chi è la vera alternativa

Sul tavolo non c’erano solo i piatti preparati da Carletto, ma anche e soprattutto la proposta di Galliani: un invito a tornare al Milan, con un budget da investire sul mercato per potenziare la squadra. Ancelotti ha ascoltato, è lusingato e ci penserà, almeno fino a venerdì, quando partirà per il Canada, ma per ora un suo ritorno al Milan sembra difficile. Già lo stesso Berlusoni, in mattinata, aveva fatto intendere come l’opera di convincimento non fosse una pura formalità: «Speriamo che Galliani riesca a far tornare Carlo, lui è molto legato da un affetto profondo e una stima reciproca. Vendere il Milan? Non ci ho mai pensato, cerco solo qualcuno che mi sostenga finanziariamente, ma non l’ho ancora trovato». Poi, nella serata di ieri, la cena tra Galliani e Ancelotti a casa del tecnico: l’ad rossonero ha fatto leva sui progetti di mercato e sul legame con l’ambiente. Per ora l’allenatore, su cui si registra anche un timido interessamento del Liverpool, ha confermato la sua intenzione: restare fermo per un anno. Ma si è preso qualche giorno per riflettere meglio.
La trasferta madrilena non è servita solo per incontrare Ancelotti, ma anche per un pranzo di mercato con l’Atletico Madrid. Galliani ha sondato il terreno per Mandzukic: il club è disposto a cederlo, ma qualsiasi trattativa è in ghiaccio finché non ci sarà uno sviluppo dell’inchiesta Fifa sui colchoneros, che rischia di bloccare il mercato in entrata. Sul croato c’è anche il Tottenham. Più facile arrivare a Mario Suarez, vecchio obiettivo del Napoli, interesse confermato anche dall’agente del calciatore. Si è poi parlato anche di Cerci e Torres: El Niño resterà in Spagna, mentre Cerci, ad ora, sembra non interessare a nessuno. L’ex granata, come da accordi, resterà in prestito ai rossoneri che potrebbero pensare di piazzarlo altrove.
Se l’assalto ad Ancelotti fallisse, il Milan avrebbe già pronta l’alternativa: Vincenzo Montella. In realtà, la prima scelta di Berlusconi sarebbe Conte, ma l’ex juventino rimarrà, salvo sconvolgimenti dell’ultim’ora, in Nazionale. Dopo l’Europeo, chissà, i contatti si potrebbero riallacciare, anche perché Conte è tentato da un’esperienza come quella del Milan. Montella invece è in uscita da Firenze perché non ha digerito alcuni mormorii sul suo operato, ma anche perché pensa di aver concluso il ciclo. Il problema di fondo è la clausola da 5 milioni che il Milan non intende sborsare: per questo l’Aeroplanino farà leva con i Della Valle sulla volontà di andarsene, cercando di creare i presupposti per un accordo tra rossoneri e Fiorentina (che virerebbe su Spalletti o Di Francesco). Defilata l’ipotesi Emery: potrebbe liberarsi dal Siviglia per 500.000 euro, ma gli estimatori sono tanti.
A Napoli per il dopo Benitez (domani conferenza congiunta con il presidente De Laurentiis) il nome in pole è sempre Mihajlovic: c’è già un accordo verbale con il patron. Poche le possibilità che il serbo resti alla Samp, che si sta guardando intorno: ieri incontro con l’empolese Sarri. I blucerchiati hanno anche sondato Zenga, mentre Roberto Di Matteo, appena dimessosi dallo Schalke, per ora è solo una suggestione.

Francesco P. Giordano

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Commenti all'articolo

  • pinux3

    28 Maggio 2015 - 12:12

    Tipica palla preelettorale...

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  • pulraf

    27 Maggio 2015 - 22:10

    Ma non doveva essere un Milan Italiano? Perchè questo interessamento per Suarez, Mandzuchic. perchè contattare giocatori quando, ancora, non c'è un allenatore? Galliani, la smetta di fare l'allenatore. Vogliamo un Milan tutto, o quasi, italiano. Bertolacci, Valdifiuori, Rugani, poi Mastalli (molto bravo), Donnaruma, Saponara, Niang. Questa potrebbe essere, con qualche innesto importante, un Milan

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  • wilegio

    wilegio

    27 Maggio 2015 - 18:06

    Può prendere anche tutti i migliori giocatori sel mondo, ma senza giocatori non si vince... e i giocatori buoni costano!

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