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Seria A, duello Carlitos Tevez-Luca Toni per il titolo di capocannoniere: ma come siamo Messi?

Seria A, duello Carlitos Tevez-Luca Toni per il titolo di capocannoniere: ma come siamo Messi?

A novanta minuti dal termine, questo campionato di Serie A non verrà certo ricordato come uno dei più combattuti. Se si esclude la supersfida per il terzo posto fra Napoli e Lazio di domani sera, l’unico altro verdetto ancora in ballo, che appassionerà i tifosi, è quello che riguarda il titolo di capocannoniere.

Toni (21) gol, Tevez e Icardi (entrambi a quota 20), si giocano al fotofinish la palma del miglior marcatore del campionato e, i primi due, lo faranno incrociando i fioretti l’uno contro l’altro al Bentegodi. Dopo aver superato a dicembre il traguardo dei 300 gol in carriera, Luca Toni, un giovanotto di 38 anni, non è ancora sazio e nella sua seconda (facciamo anche terza o quarta) giovinezza nella terra dei Montecchi e dei Capuleti ci tiene a terminare la stagione facendo quello che sa fare meglio: i gol. Dopo i venti nella scorsa stagione, quest’anno ha migliorato il suo record in gialloblù realizzandone ventuno (miglior marcatore della storia del Verona nella singola stagione), anche se da avversario ha messo a segno solo 3 gol in carriera contro la Juve (uno segnato col Verona lo scorso anno nel del 9 febbraio 2014).

Un motivo in più per centrare l’impresa che lo farebbe diventare il capocannoniere più anziano del nostro campionato (al momento è Dario Hubner, che vinse la classifica dei marcatori nel 2002, a 35 anni). Scarpa d’oro con la Fiorentina nel 2005 (31 gol complessivi) e capocannoniere in Bundesliga nel suo primo anno con il Bayern (24 reti), il centravanti di Pavullo diventerebbe inoltre il primo calciatore a vincere la classifica cannonieri con due maglie diverse (tre inclusa quella del Bayern Monaco). A Verona ci tengono e, stando alle parole di Mandorlini «faremo di tutto e di più. Oltre a farlo segnare, dobbiamo essere bravi a concedere poco o niente a Tevez», Toni avrà diversi alleati in campo per proseguire lo stato di grazia: 6 reti nelle ultime 6 gare di campionato, nel girone di ritorno 15 gol in 18 partite (ben 5 doppiette).

Così come Icardi (che domani contro l’Empoli dovrà segnare almeno una doppietta per sperare di diventare il più giovane capocannoniere della Serie A dal dopoguerra), anche Tevez è fermo a 20 realizzazioni, una in meno di Toni. Per Allegri quello di domani è «l'ultimo test che abbiamo prima di giocare la finale di Champions», ecco perché, dopo aver risposto così a chi invocava lo spettro di Messi: «non capisco perchè bisogna avere l’ansia da Messi. È un grande ma non vuol dire che dobbiamo avere ansia», ha confermato l’Apache titolare: «Non ha giocato neanche sabato scorso e quindi avrà la possibilità di agganciare e superare Toni». Tevez ha segnato 5 gol in 3 precedenti col Verona (2 sia all’andata che al ritorno) e, oltre a fare le prove generali anti-Barça, diventando capocannoniere entrerebbe ancor più nella storia della Juve raggiungendo gli altri bomber Boniperti, Charles, Sivori, Bettega, Platini, Trezeguet e Del Piero.

Un’ora dopo la fine di Verona-Juve scenderà in campo anche il Barcellona che insegue il suo Triplete. Nella finale di Copa del Rey i blaugrana ospitano l’Athletic Bilbao alle 21.30 (diretta su Deejay tv, canale 9 del digitale terrestre e 145 di Sky). Anche Luis Enrique varerà le manovre anti Signora rischiando Luis Suarez, che ha smaltito la contrattura al bicipite femorale della gamba sinistra. Una sfida a distanza, l’ultima, prima del faccia a faccia di Berlino.

di Daniele Dell'Orco

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