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Calcioscommesse, Antonio Conte testimone al processo: "Non credo a nessuna combine per il mio Bari"

Calcioscommesse, Antonio Conte testimone al processo: "Non credo a nessuna combine per il mio Bari"

L'allenatore della Nazionale Antonio Conte è stato sentito in Tribunale a Bari come testimone nell'inchiesta barese
calcioscomesse. Il ct ancora una volta ha escluso alterazioni volontarie per le partite contro il Treviso e la Salernitana all'epoca
in cui allenava nel 2008 il Bari in Serie B. Conte si è difeso dalle accuse per la partita Bari-Treviso dichiarando: "Lo escludo categoricamente in quella partita l'impegno fu buono, l'impegno di una squadra che ha giocato la partita e che alla fine del primo tempo si è presa pure un cazziatone per aumentare i tiri". O Comunque se qualcosa ci fu, ha riferito di non essersene accorto ma in entrambi i casi i pugliesi non vennero favoreggiati perché furono sconfitti.

Caso Salernitana -  Il Bari ottenne la promozione in Serie A sotto la guida di Conte ma il 23 maggio del 2009 venne sconfitto dalla Salernitana: "Nella settimana prima della partita non si faceva altro che parlare del gemellaggio tra le tifoserie. L'unica stranezza che ricordo è la vicinanza dei tifosi che premevamo per favorire la Salernitana e anche durante la partita i nostri tifosi esultavano anche quando segnava la squadra avversaria". Conte ha spiegato che "prima della partita cercai di dare motivazioni importanti per giocare. Avevamo fatto un percorso straordinario e volevamo mantenere la testa della classifica sollevando la coppa della serie B. Avevo anche parlato ai giocatori del gemellaggio dicendo che non doveva interessarli. E infatti fu una partita molto garibaldina, si giocò a viso aperto. L'impegno fu buono".

Un'esperienza positiva - Il ct ha ricordato con emozione la panchina biancorossa: "Subentrai a Materazzi e trovai il Bari in
zona retrocessione. Quella stagione si concluse con la squadra che, dopo un bellissimo percorso, fu addirittura giudice della promozione, favorendo di fatto il Bologna nella salvezza. Fu un percorso esaltante. Quando venni chiamato trovai una squadra che aveva voglia di fare cose belle e importante. Giocammo un calcio propositivo. Da 320 spettatori arrivammo a riempire lo stadio".

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