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Serie A, l'età media dei campi è 70 anni: il più vecchio è Marassi, il Carpi senza casa

Serie A, l'età media dei campi è 70 anni: il più vecchio è Marassi, il Carpi senza casa

«Per salvare il calcio italiano servono stadi nuovi, che attraggano». Parole e musica di Andrea Agnelli, che qualche giorno fa ha commentato così la situazione del nostro movimento calcistico. Parole che soprattutto colgono nel segno, visto che l’età media dei 15 stadi italiani della massima serie è quasi di 70 anni. Decisamente elevata, soprattutto considerando che uno deve essere ancora inaugurato (il nuovo Friuli) e uno ha solo 4 anni (lo Juventus Stadium).

Qualcuno lo sta ristrutturando, qualcuno sta sistemando solo l’erba, qualcuno ha il nuovo impianto ancora solo su carta mentre qualcun altro è completamente fermo. La condizione degli stadi in serie A è parecchio varia, ma per ora, dopo la Juve, è solo l’Udinese ad essersi mossa con decisione. Il nuovo Friuli vedrà la luce ufficialmente a dicembre, nel frattempo i friulani continueranno a giocare nonostante il cantiere aperto. E quello voluto da Pozzo sarà il terzo stadio di proprietà in Italia, appunto dopo lo Juventus Stadium e il Mapei Stadium dove gioca il Sassuolo (ufficialmente di proprietà di Mapei, il cui patron è però lo stesso dei neroverdi, cioè Squinzi).

Per il resto, i progetti non mancano. Ci sono poi situazioni molto avanzate, come quella della Roma, alla quale mancano solo gli ultimi dettagli per poter iniziare i lavori del nuovo stadio a Tor di Valle. Nel Lazio anche il neopromosso Frosinone, che intanto ha sistemato il Matusa e attende solo l’ok per poter disputare la A in casa, ha nei piani di trasferirsi in un nuovo impianto, ma i discorsi sono ancora lontani dall’essere definiti. A Milano invece il Milan è in balìa degli eventi: la Fondazione Fiera ha concesso i terreni del Portello ai rossoneri, ma il Comune deve ancora esprimersi (e potrebbe tirarla per le lunghe visto che le elezioni si avvicinano), lasciando in attesa pure l’Inter, che eventualmente ha già le idee chiare sul nuovo San Siro. Scontri con le istituzioni anche per il Palermo, con Zamparini più volte sul punto di mollare, mentre il Torino sta aspettando che possano partire i lavori al Filadelfia, che però diventerà il campo della Primavera.

Un po’ come quanto sta succedendo a Napoli tra De Laurentiis e l’amministrazione comunale. Progetti ufficiali per ora non se ne sono visti, i lavori di ammodernamento, previsti per l’estate, sono slittati perché non si sa chi li debba pagare, intanto però c’è da rifare il manto erboso, e nella stessa direzione (lavori solo sul terreno di gioco) si sono già mossi a Firenze, Verona, Empoli e Genova. A proposito del Ferraris, lo stadio più vecchio d’Italia potrebbe essere il prossimo a diventare (quasi) di proprietà dei Genoa e Samp, visto che proseguono i contatti per la concessione per i prossimi 99 anni.

In estate invece qualche lavoro, ma nulla di clamoroso, è stato fatto a Bologna (restyling con riduzione capienza e consolidamento della Curva San Luca, che riaprirà), Bergamo (eliminazione barriere e sistemazione altri settori) e all’Olimpico di Roma (curve ridotte per motivi di sicurezza). E, in tutto questo, c’è anche chi emigrerà, come il Carpi: troppo piccolo per la A il Cabassi, giocherà al Braglia di Modena.

di Matteo Spaziante

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