Cerca

Palla di vetro

Europei di basket, Flavio Tranquillo e Davide Pessina: "Dove può arrivare l'Italia"

Europei di basket, Flavio Tranquillo e Davide Pessina: "Dove può arrivare l'Italia"

Manca poco più di un mese agli Europei ma l'Italbasket si è già messa in moto. Il 5 settembre l'esordio contro la Turchia, nel frattempo però prosegue la “Road to Eurobasket”, la preparazione della squadra di Pianigiani verso il torneo continentale.
Un viaggio che sarà interamente trasmesso da Sky, addirittura con un intero canale dedicato per gli Europei. La programmazione prevederà tre gare (sempre in HD) al giorno, con sintesi e highlights delle altre sfide, mentre quando scenderà in campo l'Italia ci saranno anche un pre e post partita. Per il resto, nel nuovo canale saranno previsti approfondimenti, interviste, analisi, commenti e curiosità, con ampio spazio dedicato al basket anche da SkySport24.

Protagonisti in tv saranno Flavio Tranquillo e Davide Pessina (affiancati anche da Geri de Rosa), le voci del basket di Sky, che ci hanno accompagnato durante le finali Nba e commenteranno le gare degli azzurri.

Flavio e Davide, cosa possiamo e cosa invece dobbiamo aspettarci da questa nazionale?
Flavio Tranquillo: “Qualsiasi cosa. Non sarei stupito se questa vincesse l'Europeo, non sarei stupito se uscisse al primo turno, mentre invece credo non ci dobbiamo aspettare nulla. Ci deve essere solo molta curiosità perché c'è questa variabilità di risultati”.
Davide Pessina: “Possiamo aspettarci un buon percorso, dobbiamo aspettarci massimo impegno, che sono sicuro ci sarà perché è una squadra consapevole della sua forza, del momento storico e del fatto che questi Europei qualificano per le Olimpiadi. L'importante è che arrivino tutti al massimo dal punto di vista fisico, poi possono giocarsela con chiunque”.

Come incastrare così tanti giocatori di livello?
F.T.: “Serve la disponibilità reciprocaa. La prima cosa è riconoscere la situazione, poi affrontare il problema, se così possiamo chiamarlo”.
D.P.: “E' la grossa questione delle nazionali in generale. Devono essere bravi i giocatori a capire che, magari per il bene comune, qualcosa bisogna togliersi. Ognuno deve trovare il proprio ruolo, ma è una cosa che arriva anche automaticamente in un gruppo. E' una squadra molto intrigante dal punto di vista tecnico, ci sono giocatori che possono fare due o tre posizioni, questo è valore aggiunto notevole”.

Chi può essere il nostro uomo in più?
F.T.: “Continuo a pensare possa esserlo Alessandro Gentile, e non perché sia una sorpresa ma perché è quello che ha la possibilità di fare di più la differenza. Per Gentile il discorso di cui sopra è molto complicato, deve superare determinate abitudini, deve misurarsi con giocatori con cui normalmente non deve misurarsi, sia come compagni che come avversari. Se sfrutta questa occasione può essere l'uomo in più, perché il suo è un livello da top dell'Europeo. Se invece non riesce ad integrarsi può essere un problema”.
D.P.: “Di partita in partita può esserci un protagonista diverso, però credo che questo sia l'anno di Gallinari. E' il giocatore che in tante situazioni può farci fare il salto di qualità”.

A livello di squadra, invece, quale sarà l'aspetto decisivo?
F.T.: “La difesa. Qui c'è solo gente relativamente abituata a difendere, cioè lo fa un po' sotto il livello ideale, quindi bisogna che trovino un modo. In attacco direi la velocità con cui si muove il pallone”.
D.P.: “Anche per me la difesa sarà decisiva, perché in tornei così ti puoi anche aggrappare a quella. Poi mi aspetto molti quintetti piccoli, magari con Gallinari da 4, perché è sempre più importante allargare il campo. Questa adattibilità, cioè la capacità di cambiare faccia per le caratteristiche dei giocatori a seconda di necessità e avversari, può essere fondamentale”.

Pianigiani ha quasi l'imbarazzo della scelta per i 12 da portare all'Europeo. Chi portereste?
F.T.: “Il discorso dei quattro da tagliare tra i primi 16 convocati non credo sia particolarmente importante. Io farei una squadra da 8 giocatori di rotazione forte e 4 chiaramente da utilizzare in situazioni specifiche. Però mi rendo conto che sia una cosa per nulla facile, è bello da dire, poi dire stanno fuori tizio e caio che magari facevano 20 punti a partita col club è più complicato”.
D.P.: “Questo è un problema annoso, cioè se è meglio portare i 12 più forti in assoluto o i 12 più funzionali. Credo però che avere rotazioni lunghe e giocatori che, anche se rimangono fuori, ti permettano di avere qualità negli allenamenti sia fondamentale. Anche per essere tranquilli in caso di infortuni. Però mi sembra che finalmente abbiamo squadra abbastanza lunga, con possibilità di affrontare torneo molto concentrato”.

Vedremo insieme i nostri 3 Nba. Quanto è importante la loro presenza?
F.T.:“Spero e credo che per loro significhi avere abitudine a stare su certi tipi di palcoscenico. Non credo che questo per loro significhi “oddio, devo fare almeno 30 punti perché sono dell'Nba”, non la vedo così. Vedo più la parte mezza piena del bicchiere, hanno già tutti assaggiato la durezza dell'Nba e questo non può che averli rafforzati”.
D.P.: “Sicuramente è importante ci siano perché vuol dire avere giocatori forti. Devono essere bravi a gestire la pressione”.

L'ultimo nostro trionfo in Europa è datato 1999, con l'oro a Parigi. Ci sono punti d'unione con quella squadra?
F.T.: “C'è somiglianza perché ci sono tanti giocatori con potenziale e tanti lunghi con caratteristiche speciali, come erano Marconato e Galanda in quella squadra. Qualche tratto c'è, però è diverso il mondo, sono diversi gli avversari, è diverso tutto”.
D.P.: “Sì certo, due squadre forti, con giocatori intercambiabili. Come dice Flavio è cambiato il contesto, però sinceramente sono ottimista. Se sistema due viti può fare molto bene”.

Sono passati 16 anni tra l'oro di Nantes 1983 e Parigi, ne sono passati 16 da quello del '99 e oggi. E' il momento giusto?
F.T.: “E' una bella suggestione, ma non mi sembra il caso di ragionare solo sul vincere. Può succedere, ci credo, ma non mi angustierei. Mi piacerebbe che questa squadra prenda consapevolezza, sia individualmente che come gruppo”.
D.P.: “Tanto per non credere alla cabala...Beh sarebbe anche ora, mettiamola così, la siccità dura da un po' troppo”.

Il bacino di tifosi del basket in Italia continua a crescere: quanto può essere importante questo Europeo?
F.T.: “Sarà fondamentale, indipendentemente dal risultato. In questo momento c'è una domanda di pallacanestro mai così alta, e un'offerta che può solo crescere. Questo mi lascia ben sperare”.
D.P: “La nazionale è un volano, se ottiene risultati se ne parla, aumentano i praticanti, dà la sensazione di benessere a tutto il movimento. Far bene sarà decisivo per il futuro. Televisivamente cercheremo di farla al meglio, il canale dedicato aiuterà molto e chi è appassionato sazierà la sua voglia di pallacanestro”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog