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Paga Pantalone

Formula 1, il Gp di Monza è salvo ma il portafogli no: si farà (e pagheremo noi)

Formula 1, il Gp di Monza è salvo ma il portafogli no: si farà (e pagheremo noi)

Praticamente il Gran Premio di Monza è salvo e resta in Lombardia. Il governatore Roberto Maroni ha garantito un impegno finanziario di 70 milioni di euro in dieci anni dentro Sias, la società che gestisce l’autodromo, in modo da facilitare gli interventi di ammodernamento al circuito, alleggerire i flussi di cassa e consentire a Sias di accantonare più soldi per soddisfare la richiesta di Bernie Ecclestone, patron della Formula 1. Venticinquemilioni all’anno o il Circus lascia l’Italia e va in Asia. Così i due protagonisti del week end automobilistico si sono incontrati dopo aspre polemiche: politici e appassionati hanno visto nell’esosa richiesta di Bernie un modo per mettere all’angolo la storia della Vecchia Europa (così come era accaduto al Nürburgring in Germania) per fare spazio ai nuovi grandi investitori del circo mediatico della Formula 1. Bahrain, Russia o Malesia, per fare giusto tre esempi. Invece, contrariamente alle dichiarazioni, l’incrocio Maroni-Ecclestone è stato poco ruvido: «Lei è inglese e forse non capisce lo humor lombardo…» ha scherzato Maroni ricordando la battuta «se non firma il rinnovo non lo facciamo entrare» pronunciata a seguito del minaccioso «il rinnovo? Improbabile» del patron. Per contro, il vecchio Bernie ha riconosciuto l’impegno di Regione Lombardia. L’accordo trovato dalle parti è il seguente: nessuna mossa sotto banco da parte di Ecclestone fino al primo gennaio 2016 e uno sconticino a Monza (per via della storicità e delle pressioni della Ferrari e dei piloti) che dovrà versare 25 milioni di dollari all’anno, contro gli attuali 16. Comunque meno dei 28-30 che in media sborsano gli altri circuiti che ospitano la F1.

E qui sorge il problema. Mancano più o meno 8 milioni di euro per arrivare alla cifra richiesta da Bernie. Maroni ha fatto presente che potrebbe metterli il governo, lanciando la palla a Renzi, che oggi assisterà alla gara ospite dell’autodromo e che, a ora, non si è sbilanciato. Il governatore leghista non ha nemmeno escluso che gli 8 milioni possano arrivare da investimenti privati. L’importante è che a metterci la faccia sia il governo. Perché nemmeno Renzi può permettersi che chiuda il GP di Monza. Ma gli aiuti pubblici a pioggia non hanno mai aiutato l’economia né il libero mercato. Comprensibile l’intervento della Regione Lombardia che preferisce mettere 7 milioni all’anno (non solo nell’autodromo, ma anche nel parco) a fronte di un indotto di circa 25 milioni di euro solo nella settimana del Gran Premio. Più difficile immaginare che 36 milioni di soldi pubblici ogni quadrienno stimolino qualcosa di redditizio. Finirebbe per pagare sempre Pantalone. All’Italia invece non serve una nuova tassa salva-Monza. Serve un Premier che metta la faccia per trovare dei privati disposti a tirar fuori 8 milioni l’anno e soprattutto un sistema di investimenti privati che metta in moto l’autodromo e lo faccia uscire dall’impasse in cui si è trovato per decenni. «Abbiamo fatto la nostra parte - ha spiegato l’assessore regionale Fabrizio Sala -. Abbiamo fatto anche da stimolatori per la soluzione del problema. Del resto il Gp di Monza per la Lombardia non è solo il circuito, ma anche il parco e il suo sviluppo». Ecco, adesso bisogna cambiare modello di business, altrimenti nel 2020 la Fom di Ecclestone chiederà più soldi e saremo di nuovo qui a chiedere di usare le tasse degli italiani.

di Claudio Antonelli

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Commenti all'articolo

  • dotbenito

    06 Settembre 2015 - 17:05

    il gran premio di monza è bellissimo ci sono stato però dare tutti quei soldi a quel maledetto vecchiaccio mi da fastidio

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