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Antonio Conte lancia Lorenzo Insigne e boccia (ancora) Mario Balotelli

Antonio Conte

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«Lorenzo Insigne è il giocatore italiano più geniale delle ultime generazioni, deve solo restare coi piedi per terra». L’investitura è di quelle importanti, anche perché arriva da un maestro di calcio come Arrigo Sacchi. Le parole del vate di Fusignano arrivano dopo la sublime prestazione dell’attaccante del Napoli contro il Milan. Due gol e un assist che portano lo «scugnizzo» partenopeo a cinque reti nella classifica cannonieri con in più anche tre assist.

Il suo record personale di gol in serie A è stato già eguagliato, dopo sette partite. E sono proprio i numeri (c’è il suo zampino nella metà dei 16 gol del Napoli) a certificare la grande crescita del numero 24 azzurro. Fino alla sfida di San Siro, in serie A ne aveva segnati solo 10 (con 20 assist) in 94 presenze. Una crescita esponenziale avvenuta sotto la guida del nuovo allenatore Maurizio Sarri. Per Insigne l’ex tecnico dell’Empoli è il terzo mister con cui ha a che fare nella massima categoria. A farlo esordire è stato Mazzarri e poi due anni (tra luci e ombre) con Benitez. Sarri fin dal ritiro lo ha messo al centro del progetto del suo Napoli, insieme con Higuain. Se con il Pipita è stato più un lavoro sulla testa, con «Lorenzinho» il feeling è scattato subito.

Il Napoli di quest’estate, e fino alla partita di Europa League con il Bruges, ha giocato con il 4-3-1-2, con Insigne trequartista. Un ruolo che molti non considerano nelle corde del giocatore, ma che lo stesso calciatore ha interpretato nel migliore dei modi. Casomai era la squadra a non riuscire ad esprimersi al meglio giocando in quella maniera. E allora ecco la scelta di Sarri di passare al 4-3-3, con Insigne spedito sulla fascia sinistra, dove l’intesa con Ghoulam e Hamsik (l’asse mancino dei partenopei) regala gol, vittorie e soddisfazioni ai tifosi del Napoli. Arrivano i successi con Bruges, Lazio, Juventus, Legia Varsavia e Milan, con il mezzo passo falso del pareggio fuori casa con il Carpi.

Insigne è al centro del progetto calcistico di Sarri. Si sente importante a differenza dei due anni con Rafa Benitez che non gli ha mai garantito quella continuità di gioco che un fantasista come lui avrebbe meritato. Lo stesso giocatore sembra però anche maturato. A 24 anni pare aver capito che certi atteggiamenti non gli fanno bene. E che l’impegno va messo sempre: sia che si giochi a San Siro, sia che che lo si faccia con le cosiddette «piccole». L’averlo avvicinato alla porta e aver capito che l’intesa calcistica con Higuain funziona a meraviglia, è il grande merito di Sarri.

Una esplosione che non può che far bene al calcio italiano povero di talenti (certificato anche dalla presenza degli «anziani» Pirlo e Chiellini nella corsa al Pallone d’oro) e all’Italia di Conte, che torna a giocare per Euro2016 contro l’Azerbaigian (sabato a Baku ore 18, diretta Rai 1) e Norvegia (martedì 13 a Roma ore 20.45, diretta Rai 1). All’Italia (che perde Berardi per un prolema muscolare) basta una vittoria per qualificarsi e Conte (che ha bocciato Balotelli: «Anche senza infortunio non lo avrei chiamato»), vuole chiudere la pratica già sabato. La chiave può essere proprio lo «scugnizzo» Insigne. Il ct azzurro lo sa e ieri gliene ha dato atto: «Sta bene e lo sta dimostrando, sta facendo cose egregie da esterno e ci auguriamo che le giocate viste in campionato le possa portare anche qui».

Parole importanti che fanno presagire ad un cambio di modulo della Nazionale: dal 3-5-2 al 4-3-3. Quest’ultimo schema a Conte piace molto. Lo voleva nella Juventus, prima del clamoroso addio estivo del 2014, quando alla società bianconera aveva chiesto Sanchez e Cuadrado, quegli esterni adatti al modulo tanto amato da Zeman (il primo maestro calcistico di Insigne quando giocava nel Pescara) per poter puntare a vincere la Champions. Una Coppa poi solo sfiorata la scorsa stagione dalla Juve di Allegri. Ora Conte punta tutto sugli Europei di Francia e la classe di Insigne può aiutarlo a realizzare quel sogno continentale sfumato proprio con la Vecchia Signora.

di Giampiero De Chiara

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Commenti all'articolo

  • Fabius Maximus

    06 Ottobre 2015 - 17:05

    Dopo le vicende brasiliane Balotelli non deve più giocare in nazionale . Meglio giocare in dieci e perdere.

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