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Luciano Moggi: caro Zamparini, adesso parlo io (e sono guai...)

Luciano Moggi

Ricordate quel signore paffutello che nel 2006 chiese a Montezemolo di far desistere la Juve dal ricorso al Tar, con il quale sarebbe rimasta in serie A? Era Sepp Blatter, presidente Fifa, il quale, incurante delle vittime che questo gesto avrebbe provocato, ringraziò poi il rampollo di casa Agnelli per averlo ascoltato: entrambi insensibili alle sorti altrui. E ricordate quel signore che si rifiutò di premiare l’Italia campione del mondo? Ancora Blatter. Oggi è sotto inchiesta e rischia la radiazione, assieme a Michel Platini, presidente Uefa, alla cui corte approdarono, proprio dopo il 2006, personaggi con passato tutt’altro che cristallino come dicono le intercettazioni nascoste appositamente per evitare il loro coinvolgimento in Calciopoli. Mai più appropriato fu il proverbio «chi la fa l’aspetti».

Calciopoli ha segnato anche il destino di altri soggetti che hanno partecipato a diverso titolo a colpevolizzare prima e durante il processo. Sono i signori Baldini e Antonelli: la loro accusa era che non potevano lavorare per il troppo potere di chi vi scrive. Ma il tempo ha dimostrato quanto sia stata impropria questa accusa e quanto invece questi signori non sapessero effettivamente lavorare: Baldini cacciato dalla Roma e dopo un anno anche dal Tottenham; Antonelli, dopo il fallimento del Siena di cui era ds, cacciato dal Bari nonostante un’importante raccomandazione federale. Strano mondo, il calcio, che consente a tali personaggi di screditare quei dirigenti capaci di costruire una squadra campione del mondo per club e dare alla Nazionale l’ossatura vincente di Berlino. La triade juventina fu fatta fuori per ordini superiori e restarono a comandare gente come Baldini, Antonelli e quel dirigente federale di cui sopra. E i risultati dei Mondiali 2010 e 2014 parlano per loro.

La mia etica, poi, non mi permette di criticare Zamparini, neanche quando la Gazzetta gli pone domande che riguardano me e che lo mettono in difficoltà, come «Dopo Calciopoli si è avvicinato a Moggi». Non ha saputo dare una risposta, il buon Maurizio, e si è impantanato: «Ho detto a Moggi in tv che era infarinato». Posto che non si capisce perché il cronista chieda di me in un articolo che riguarda Palermo-Juve, devo dire che non essendo un mugnaio non mi sono mai sentito infarinato: lo sono magari altri che sono restati nel calcio, e lo stato dell’arte lo dimostra. Faceva meglio Zamparini a dire «sì, ho avuto per due anni Moggi come collaboratore, dopo Calciopoli». Ci sono fior di testimoni delle cene a casa sua a Cimbro, in quel di Vergiate.

Venendo al calcio giocato, da questa giornata potremmo avere indicazioni importanti. A partire da Napoli-Inter, le due migliori difese, l’attacco partenopeo spettacolare: se Mancio saprà resistere a Higuain e soci, salirebbero le sue chance scudetto. In caso contrario, Napoli potrebbe giustamente sognare. Mentre la Juve a Palermo ci farà capire se è più adatta alla Champions o al campionato. E vedremo come reagirà la Roma dopo la batosta di Barcellona: con l’Atalanta sarà difficile mentalmente, mentre sarà difficile tout court per la Fiorentina in casa del Sassuolo. Mentre il Milan si sbarazza di una Samp inguardabile: forse col 4-4-2 Sinisa ha trovato la quadra.

di Luciano Moggi

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Commenti all'articolo

  • mark51

    29 Novembre 2015 - 18:06

    blatter personaggio disgustoso ma penso che non piaccia e sia piaciuto a molti mi chiedo come mai e riuscito a rimanere al proprio posto cosi tanto semplice dando tangenti qua e la

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