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Serie A

Luciano Moggi: tutta la verità sul Napoli (e perché rischia di fallire)

Luciano Moggi

Il giro di campo del Napoli dopo la vittoria sull’Inter non ci convinse ed è il motivo per cui noi non abbiamo mai parlato della squadra azzurra come più seria candidata allo scudetto. Il lato debole di questa squadra è la continuità, ostacolo che Sarri pensava di aver superato con gli ottimi risultati conseguiti. Sicuramente importante la vittoria sui nerazzurri, ma la società doveva valutare attentamente quel secondo tempo pieno di interrogativi: erano affiorate scarsa personalità e timore reverenziale degli azzurri di fronte ad un avversario sicuramente più attrezzato per vincere le guerre. Conoscendo bene l’ambiente napoletano siamo stati sempre prudenti nella esaltazione della squadra, pur apprezzando il gioco che spesso esprime. Evidentemente Sarri non è riuscito a far capire ai propri giocatori quanto di negativo c’era stato nel finale della gara con l’Inter. Non sempre Higuain può vincere le partite da solo, il Napoli si è presentato al Dall’Ara con la consapevolezza del più forte, per questo molle nelle gambe e nella testa,sempre in balia agonistica dei bolognesi. Così Sarri nel dopo partita: «Forse c’è stato anche un po’ di appagamento».

Chi non è mai appagato, invece, è l’Inter di Mancini che, dopo la sfortunata parentesi del S. Paolo, è tornata a vincere con il Genoa riprendendosi la vetta della classifica. In questa squadra non ci sono leader particolari, di «particolare» c’è il reparto difensivo: Handanovic, Murillo, Miranda, Medel e Melo formano infatti una barriera difficilmente superabile. Non è più leader neppure Icardi che in questa ed altre occasioni è stato sostituito da Jovetic,buono il rendimento di Biabiany, ottimo il Ljajc di questi tempi.

Si sta avverando intanto la profezia di Allegri quando dichiarò «a Natale faremo i conti» e lo disse con la squadra decima in classifica, quando nessuno più credeva ad una rimonta e molti rimpiangevano Antonio Conte. Dopo aver espugnato il «Barbera» con un secco 0-3 al Palermo, un’altra vittoria importante, quella dell’Olimpico sulla Lazio che ha messo in ginocchio la squadra di Lotito. Due trasferte, due vittorie, sei i punti conquistati. Se dovesse battere anche la Fiorentina, ospite dello «Juventus Stadium» nel prossimo turno, si potrebbe tornare a parlare di una Signora protagonista considerando che la squadra di Sousa, attualmente seconda in classifica, offre, oltre a continuità di rendimento, bel gioco e gol con il reparto avanzato migliore del campionato (30 gol come la Roma). Dai giallorossi, però, la viola si differenzia in primis per la conduzione cauta e intelligente di Sousa al contrario di quella ciarliera e poco credibile (nello spogliatoio) di Garcia, cui la società, poco decisionista, concede altre occasioni nonostante i recenti tracolli, mettendo così a repentaglio le chance scudetto e la qualificazione agli ottavi di Champion anche se il Bate Borisov non è avversario di primo piano.

Pareggio del Milan contro il «piccolo» Carpi, in una partita che ancora una volta ha mostrato i limiti dei rossoneri, tra l’altro lenti e poco disposti alla lotta contro i grintosi emiliani. Troppo poco per una squadra che, secondo Berlusconi, dovrebbe arrivare almeno terza. Continua a stupire il Sassuolo andato a vincere a Marassi contro la Sampdoria; infine, nuovo tonfo del Palermo... A quando il ritorno di Iachini?

di Luciano Moggi

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Commenti all'articolo

  • elon

    09 Dicembre 2015 - 08:08

    Analisi tecnicamente perfetta concordo al cento per cento.

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