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Minacce e delusioni, la dura vita dell'arbitro: il libro che riscatta i "fischietti"

Minacce e delusioni, la dura vita dell'arbitro: il libro che riscatta i "fischietti"

Gli arbitri. Una categoria strana, anomala, maltrattata, ma allo stesso tempo necessaria. Perché il calcio, senza di loro, non avrebbe modo di andare avanti. Giulio Mola, giornalista caposervizio sport a Il Giorno, ha esplorato in questa incongruenza e ha scritto Gli arbitri viaggiano da soli (Sedizioni, pp. 314, euro 20), un libro per tutti, non solo per gli arbitri. Mola racconta l’uomo dietro quella divisa dai colori fosforescenti, raccontando storie di sport e di vita. Sfogliando le pagine ci accorgiamo di come l’arbitro sia una figura tanto discussa quanto misconosciuta, paradosso del nostro calcio. Il direttore di gara viaggia da solo, con una valigia spesso logora e zeppa di vissuto, di minacce e delusioni. E un’amara soddisfazione: sentirsi realizzato solo quando nessuno si accorge della sua presenza. Il libro ci svela tutto quello che gli arbitri non dicono, ma che vorrebbero gridare in campo, ogni domenica, dopo ogni silenzioso viaggio. L’autore ha scritto pagine affascinanti, con una dedica speciale, a due arbitri sconosciuti al grande pubblico, Luigi e Luca, dai destini incrociati nel nome di una strana passione: essere direttori di gara.
(CLA.SAV.)

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