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Parla Luciano Moggi, massacra Totti: "Cosa penso e che cos'è Francesco oggi"

Luciano Moggi

Proprio alla vigilia di Napoli-Milan, Berlusconi aveva sibilato a Mihajlovic: «Deve vincere tutte le partite. Se lo fa mi convince facilmente». Secondo questa teoria, Sinisa sarebbe fuori, non solo per non aver vinto ma anche per il poco gioco messo in mostra dal Milan: difesa e ripartenze. Eppure, è un punto prezioso e atleticamente la squadra c’è. Mentre il Napoli fa tanto possesso e crea molto, ma Higuain resta ancora a secco (terza volta di fila): e insieme a lui restano al palo anche i risultati. Vero, la corsa scudetto rimane apertissima, ma la Juve per ora se la gode.

Aspettando di capire che Signora troverà domenica, dopo il big match di stasera in Champions, torna a vincere l’Inter, pur faticando contro la Samp, grazie alla sua fisicità e a due svarioni di Ranocchia, ex forse troppo emozionato. Undici i gol di Icardi: Mancini non può più ignorarlo, è vero che tocca pochi palloni ma è colpa del gioco carente e di centrocampisti che non forniscono rifornimenti adeguati. Chi non sa più che pesci prendere è Montella. Vincenzo ama schemi e geometrie, predilige la tecnica all’agonismo ma non la può pretendere da chi calcia la palla solo con la preoccupazione di non retrocedere. È insomma l’allenatore giusto nel posto sbagliato.

Al Meazza intanto hanno fatto passerella Mourinho e Ronaldo. Applausi per l’ex Special One, fischi e striscioni («Uomo di m...») per il Fenomeno. Eppure, per rendersi simpatico agli interisti, il brasiliano aveva anche recitato la solita litania su Calciopoli, evidenziando l’onestà della sua ex società riguardo allo scudetto assegnatole, ma vinto sul campo da altri. Non deve essere stato avvisato che il Tribunale di Milano ha evidenziato che il presidente Giacinto Facchetti faceva lobbing con gli arbitri.

Totti, invece, è stato protagonista della polemica di giornata che ha oscurato l’ottimo 5-0 della Roma sul Palermo. «Non mi portano rispetto...», ha dichiarato al Tg1, facendo supporre che siano volate parole grosse con Spalletti o che il mister gli abbia detto una cosa facendone poi un’altra. Noi non crediamo a nessuna di queste ipotesi, pensiamo piuttosto per esperienza personale che sia estremamente difficile far capire ad un giocatore (per di più icona come Francesco), che è arrivato il momento di attaccare le scarpe al chiodo. E se non lo fa la società (che dovrebbe farlo), se non lo capisce da solo il giocatore (e non lo capisce), lo deve fare l’allenatore che ha il dovere di mettere in campo la squadra migliore.

Spalletti l’ha fatto e ha avuto ragione. Non è neppure concepibile che Totti possa chiedere rispetto facendo leva sull’attaccamento alla causa: crediamo, fino a prova contraria, che la Roma abbia giustamente pagato a peso d’oro le sue prestazioni, ma quando la carta d’identità recita quasi 40, lo stesso club ha il diritto-dovere di dire basta, non essendo un ricovero per giocatori anziani. Se invece le parole di Francesco intendevano altro, ad esempio il rammarico per i soli 3 minuti finali giocati con il Real (come un qualsiasi primavera) allora avrebbe ragione.

Vince la Fiorentina con l’Atalanta e consolida il terzo posto, evidenziando però che le riserve non valgono i titolari (match cambiato dall’ingresso di Kalinic e B. Valero): da questo deriva il disappunto di Paulo Sousa a fine mercato di riparazione.

di Luciano Moggi

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