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Mancini, ma che cosa combini? Moggi lo massacra: "Perde, eppure da la colpa a..."

Roberto Mancini

Diciamo la verità, nonostante la meritata vittoria sull’Inter, quella della Juve non è stata una grande partita. Evidentemente, quando Gianni Brera lo battezzò «Derby d’Italia», l’Inter doveva essere decisamente in condizioni migliori. La gara ha messo in evidenza tutte le carenze dei nerazzurri, compresi gli strafalcioni di Roberto Mancini, i cui errori risaltano agli occhi anche dei più sprovveduti in materia calciofila. Il Mancio non ha saputo infatti costruire una squadra, i continui cambi di modulo e formazione hanno trasmesso solo incertezze nei calciatori. Ha sbagliato a far comprare tanti giocatori che non ha saputo poi assemblare, perché molti sono doppioni: l’ultimo esempio è Eder, che entra in un gruppo dove i ruoli sono stra-coperti con giocatori magari poco dotati tecnicamente, ma lui certamente non è migliore, e quindi sta in panchina.

Mancini, in più, presenta una squadra moscia che dà anche l’impressione di non essere allenata adeguatamente: manca infatti di reattività pur non avendo gli impegni infrasettimanali delle altre che la precedono; così, la fisicità di cui dispone diventa un difetto e non un pregio, vista la lentezza dei più, che rende troppo prevedibile le giocate. Kondogbia ne è specchio lampante: dovrebbe essere la fonte del gioco ma, essendo prima di tutto un portatore di palla, quando parte con la sfera fra i piedo trasmette all’avversario la certezza di dove andrà a parare. Ha avuto la meglio su Khedira perché, essendo «due lenti a contatto», il tedesco è addirittura più lento di lui.

L’allenatore nerazzurro ha sbagliato a circondarsi di troppi stranieri senza personalità che non hanno, tra l’altro, reazioni particolari: non c’è nessuno che sappia caricarsi sulle spalle la squadra in presenza di eventi negativi ed ha ragione Icardi quando dice che non gli arrivano palloni giocabili. Ha avuto torto Mancini quando lo ha tenuto fuori (troppo spesso) senza comprendere che il problema era invece altrove.

Se non si capiscono queste cose, si prenda almeno esempio da quello che hanno saputo fare Buffon & C. dopo la sconfitta con il Sassuolo: da -11 sono risaliti al vertice della classifica mettendoci faccia e attributi mentre i nerazzurri hanno racimolato solo 12 punti nelle ultime 11 partite. Ha torto, Mancini, anche quando accusa pubblicamente la squadra, come ha torto la società quando ne segue l’esempio: che colpa ne hanno i giocatori se sono stati acquistati senza tener conto della loro valenza (poca) rispetto a quelli già in rosa? Ha torto, Roberto, infine, quando tenta di giocare a nascondino non presentandosi ai media per spiegare i problemi. L’Inter è tornata indietro di dieci anni, ante 2006 quando finiva a 15/20 punti dalla prima: forse solo una replica di Calciopoli con l’acquisto di Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Marchisio, Dybala potrebbe renderla di nuovo competitiva. Difficile però fare il bis non essendoci più a Telecom chi “eseguiva”, mentre i dirigenti juventini di adesso non somigliano per niente a quelli che riuscirono a rinforzare una concorrente vendendole Ibra e Vieira.

Della Juve poco da dire, pur non brillando ha dimostrato compattezza, voglia di vincere, un Bonucci sopra le righe che domina nella propria area e segna gol importanti. Brillante la Roma di Spalletti che, con la vittoria di Empoli, sopravanza i nerazzurri ed è in piena lotta per il 3° posto: si fosse accorto prima di non avere l’allenatore giusto per competere (Garcia), Pallotta avrebbe potuto aspirare a traguardi ben più ambiziosi. Il Milan di Mihajlovic continua la risalita e tallona ad un punto i cugini: è forse la squadra più in forma del campionato, assieme alla Roma, e ha testa e gambe per proseguire.

Ieri intanto, in un Olimpico «pieno» (erano più i fischi degli spettatori...), la Lazio esce sconfitta dalla bella prestazione del Sassuolo, che coglie tre punti grazie ad un attacco scoppiettante e un ottimo Consigli. Mentre a Firenze è stata una serata da mandare a memoria. Primo tempo spettacolo fra Fiorentina e Napoli, due gol nei primi due minuti con i toscani che prendono anche due legni; secondo tempo ancora di alto livello, due squadre che si sono affrontate a viso aperto e in velocità come si vede pochissimo nel nostro campionato: il pari è il risultato più giusto per la prevalenza delle difese (ottimi Gonzalo su Higuain e Koulibaly su tutti), ma intanto la Juve fa un passettino in avanti.

di Luciano Moggi

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Commenti all'articolo

  • loZioBenny

    02 Marzo 2016 - 08:08

    Un'analisi al di sopra delle parti ...

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  • claudioarmc

    02 Marzo 2016 - 06:06

    Fulgido esempio di juventinismo, giù il cappello

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  • begeca

    01 Marzo 2016 - 14:02

    un allenatore che non ha un modulo non è un grande allenatore e Mancini non lo è

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  • Francesco2

    01 Marzo 2016 - 13:01

    Un tantino ingiusto dire che con la vendita di Ibra si é rafforzata l'Inter: quello era l'anno della B e la Juve, secondo me, ha fatto un egregio lavoro a vendere (il budget di B non é quello della A: Cannavaro, Ibra ed altri sono partiti non solo perché la Juve non se li poteva permettere in B, ma anche perché loro in B non ci volevano andare. Ibra e Cannavaro lo dissero chiaro chiaro).

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