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Il Barcellona cambia casa, ecco il nuovo Camp Nou: le caratteristiche

Il Barcellona cambia casa, ecco il nuovo Camp Nou: le caratteristiche

Quello che è «més que un club» ha bisogno di «més que un camp». Così il Barcellona ieri ha svelato al mondo «the New Camp Nou», il progetto di ristrutturazione dello stadio catalano che durerà fino al 2021 e regalerà un gioiello ai 220mila soci-tifosi.
Partiamo dal colpo d’occhio, che sarà ovviamente 100% blaugrana anche dall’esterno. Passiamo ai numeri: 105mila spettatori, seimila in più degli attuali 99.354. Poco? Non se si pensa che la casa del Barça diventerà il primo impianto europeo a superare il tetto dei 100mila posti a sedere, tutti rigorosamente al coperto grazie al piano di intervento selezionato tra le 26 proposte per il restyling della struttura ideata dall’architetto Francesc Mitjans nel 1957 (e già ristrutturata in due occasioni).

A conquistare le preferenze della giuria dell’Espai Barça (composta da nove membri del club, tre architetti locali e un rappresentante dell’amministrazione) è stato il disegno della Nikken Sekkei, definito "aperto, elegante, sereno, intramontabile, mediterraneo e democratico". Le indiscrezioni sul nome del vincitore, filtrate due ore prima del giudizio, hanno però scatenato le polemiche per una gara forse già decisa "a tavolino". Con oltre un secolo di storia alle spalle, il gruppo giapponese si è specializzato in superimpianti realizzando lo Big Swan Stadium di Niigata, la Saitama Super Arena e del Tokyo Dome. Non mancherà, però, l’impronta catalana: a coordinare i lavori saranno, infatti, gli architetti Joan Pascual e Ramon Ausió. Una piccola consolazione se si pensa che, solo nel 2007, l’ex presidente Joan Laporta aveva presentato - senza successo - un disegno quasi analogo (106mila posti e tre anni di lavori, disegno di Foster + Partners), ma interamente ispirato allo stile di Gaudì.

A sorprendere è soprattutto l’assenza totale o quasi di disagi per i tifosi blaugrana: si lavorerà principalmente d’estate per quattro anni (si parte nel 2017 con la demolizione e ricostruzione della «Primera Graderia de Gol Norte» e la «Primera Graderia de Gol Sur»), per poi sfruttare i mesi invernali per le opere interne (gli spazi al chiuso aumenteranno da 40mila a 104mila mq). L’unica limitazione alla capienza - ridotta a “soli” 95.150 posti - avverrà durante l’annata 2017/18 per l’ampliamento della «Tercera Graderia». Il conto finale sarà pesante: 360 milioni di euro, una cifra maggiore a quella che avrebbe permesso al Milan di costruire ex novo l’impianto del Portello.

L’investimento complessivo, però, ammonterà a 600 milioni, considerando anche il rifacimento del «Palau Blaugrana» (dove giocano la squadra di basket e le altre formazioni della polisportiva blaugrana, che ospiterà in futuro anche concerti) e l’ampliamento da 5mila posti del parcheggio che porterà anche a una migliore viabilità per la città: 200 milioni arriveranno dai futuri introiti da aree vip, ristoranti e hotel; altrettanti da un prestito bancario; e l’ultima tranche dal branding dello stadio. Per avere «més que un Camp Nou», dunque, bisognerà dunque vendere un pezzo della propria storia, proprio come avvenuto da qualche anno con lo spazio sul petto della maglia del club.

di Francesco Perugini

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