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Ciclismo

Un Giro "in discesa": ecco chi sono i favoriti

Un Giro "in discesa": ecco chi sono i favoriti

Dall' Olanda a Torino, passando per Catanzaro. Volate e fughe, imboscate e imprese, sudore e fatica e passione. Il Giro d' Italia numero 99 scatta oggi con il cronoprologo di Apeldoorn (9,8 km, Cancellara favorito ma la febbre lo ha debilitato), replica domani e domenica in terra oranje con tappe (ventose?) per velocisti e martedì attaccherà l' asfalto italiano.

Tre settimane e 3.463 km dove a darsi battaglia per il "Trofeo senza fine" saranno corridori mossi da motivazioni molto diverse. Vincenzo Nibali (31 anni) vuole bissare il successo del 2013 e ribadire il ruolo di più grande ciclista italiano in attività. A minacciarlo è Mikel Landa. Lo spagnolo 26enne è al primo grande giro da capitano con Sky: timbrare il 2016 con la vittoria lo lancerebbe nell' Olimpo. Chi sogna il colpaccio di fine carriera, invece, è Alejandro Valverde, un passato difficile con la giustizia sportiva (coinvolto nell' Operacion Puerto): a 36 anni, e per la prima volta al Giro, ha numeri e squadra per farci divertire, anche in montagna (Banca Mediolanum sponsor della Maglia Azzurra). Dietro ai big, pericolosi outsider: lo scalatore colombiano Chaves (26), atteso dalla consacrazione; l' olandese Dumoulin (25) che per poco non strappa la Vuelta a Fabio Aru; il polacco Majka (26), cresciuto con Contador, campione uscente; l' incompiuto Uran (29), il sempre combattivo Pozzovivo (33).

Ora, in un Giro che spadella due/tre tapponi di montagna da antologia e una complessa crono del Chianti, abbiamo provato a guardarla al contrario: e se fossero le discese a decidere la classifica? Piazzate in momenti topici, rischiano di scombinare i piani di molti e magari venire in aiuto di un Nibali che, invece, si esalta quando la strada scende. Vediamo.

Sabato 14 maggio (8ª Foligno-Arezzo, 186 km), prima dell' arrivo in Toscana si sale all' Alpe di Poti attraverso 7 km di sterrato con pendenza media del 6,5% e punte del 14 e poi ecco la discesa verso la Foce dello Scopetone: chi è indietro rischia di restarci, soprattutto se la sfortuna lo ha punito con una foratura nel tratto non asfaltato. E l' indomani c' è la cronometro del Chianti.
Nella tappa successiva al giorno di riposo (dopo la frazione contro il tempo), chi è rimasto attardato potrà tentare subito colpi di mano. La Campi Bisenzio-Sestola (10ª, 219 km) è terreno adatto a trappoloni, compresa la discesa pericolosa dopo la salita a Pian del Falco.

La prima tappa alpina (13ª, Palmanova-Cividale da 170 km) probabilmente non sarà tosta solo per i 4 impegnativi Gpm quanto per le discese che seguono: un banco di prova importantissimo. Da Montemaggiore e Passo San Martino a inizio tappa, e poi giù dal Porzus nel finale, i corridori affronteranno 7 km in picchiata, pendenze anche del 13-14% con molte curve e carreggiata stretta: un tracciato tecnico, in linguaggio "formale", più prosaicamente da "pelo sullo stomaco". Chi esiterà qui, o si prenderà qualche spavento di troppo, rischia di portarsi la paura dietro per tutta l' ultima settimana, quando saranno almeno altre due le tappe con discese importanti quanto le salite.

Nella 14ª, tappone dolomitico Alpago-Corvara (210 km), zero metri in pianura. Alle tremende ascese faranno da contorno discese rapide intorno al Guppo Sella e gli 11 km di picchiata prima di giungere ai piedi dell' ultima asperità di giornata, il Passo Valparola: strade buone e ampie, è vero, ma sulle Dolomiti il meteo ballerino potrebbe trasformare l' asfalto in una trappola viscida.
Se poi la tappa verso Pinerolo (18ª) e quella con l' infinito salire (60 km) e scendere dal Col dell' Agnello (19ª) non produrranno scossoni, la 20ª e penultima frazione (Guillestre-Sant' Anna di Vinadio, 134km) può stappare la corsa.

Dopo il Col de la Bonette ecco 40 km di discesa, dove magari si potrà spingere a tutta per rientrare e chiudere l' eventuale buco prima del Colle della Lombarda. Uno sforzo che potrebbe costare. Vero, il versante francese è più pedalabile, ma è comunque un Gpm di prima categoria di 20 km, con pendenza media del 6,9% e tratti che sfiorano il 10%. Probabilmente il Giro d' Italia si deciderà qui e nei 10 km di discesa abbastanza tecnica che arrivano subito dopo. Occhio dunque a quando si scende, senza scordarsi però che prima c' è sempre, sempre, da salire...

di Tommaso Lorenzini

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