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Milan, comunque vince Silvio: tutti i conti (miliardari) sulla cessione

Silvio Berlusconi

Quasi un miliardo di euro dopo il 10 febbraio 1986, adesso Silvio Berlusconi sta riflettendo davvero se lasciare il «suo» Milan. Una cessione che, numeri alla mano, in fondo potrebbe anche essere un affare per l’ex Premier, anche se i dubbi non sono ancora stati dissipati.

Gli investimenti di Berlusconi, tramite Fininvest, hanno raggiunto la rispettabile quota di 865 milioni di euro (come calcolato dal sito calcioefinanza.it): dall’iniziale acquisto per 6 miliardi di lire nel 1986 fino agli ultimi 150 milioni immessi nel bilancio 2015, il patron non manca mai di dare appoggio economico. E lo continua a dare, visto che ha già versato 10 milioni nei primi mesi del 2016, oltre ad aver aperto un conto corrente intercompany tra Fininvest e il Milan per ulteriori 70 (come emerge dal bilancio consolidato al 31 dicembre 2015). Soldi fondamentali per mandare avanti una società che nelle ultime stagioni brucia milioni come non mai: negli ultimi tre esercizi il rosso complessivo è stato di 210 milioni circa, perdita coperta grazie a 274 milioni di Fininvest. Andare avanti così è complicato, anche perché si crea un circolo vizioso in cui i risultati sportivi negativi incidono sui conti, e i problemi economici non permettono di creare una squadra competitiva. Un gatto che si morde la coda, in sostanza.

La via d’uscita è rappresentata alla perfezione, così, dall’offerta della cordata cinese, i cui contorni restano ancora avvolti dal mistero. Quello che è certo (o quasi) è che la proposta sul tavolo è di 750 milioni di euro, debiti compresi, per il 70%. E visto che la posizione finanziaria netta è di 188 milioni, parliamo di circa 500 che potrebbero finire nelle tasce di Fininvest. Un discreto gruzzoletto, poco più della metà di quanto investito in questi anni.

In fondo sembra conveniente, anche perché, come Berlusconi ha imparato, il Milan non è più un’arma infallibile nemmeno dal punto di vista elettorale: quando andava tutto bene era un ulteriore modo per portare a casa qualche voto, ora che tutto gira malissimo può diventare un boomerang. Ma separarsi dal proprio «giocattolo» è difficile, soprattutto se non si è pienamente convinti dell’operazione (e pure i bookmaker lo sono, visto che Stanleybet ha quotato a 1.70 la permanenza della maggioranza nelle mani di Berlusconi). Una trattativa in cui, come è noto, spetta a lui l’ultima parola. Tanto che le penali esistenti sono legate all’esclusiva (se il Milan si rivolgerà ad altri soggetti in questo mese), non alla scelta finale: significa che se Berlusconi non sarà convinto al momento della presentazione della cordata, potrà mettere la parola fine all’affare. Nel frattempo, però, per il prossimo mese il mercato sarà bloccato: nessun acquisto o cessione e nemmeno rinnovi (congelato quello di Montolivo), a meno d’intesa della controparte.

Tanti, comunque, gli aspetti da definire in questo mese (che potrebbe essere allungato con una breve proroga). Non solo sull’eventuale ruolo dell’ex premier, ma anche del resto della governance (il ruolo di Galliani e Barbara Berlusconi), così come sul fronte stadio e sulla quotazione nella borsa asiatica. «Gente affidabile? Porca miseria, questi sono fra gli uomini più ricchi della Cina», le parole di Marcello Lippi sugli investitori cinesi, «ho mantenuto buonissimi rapporti però non mi hanno mai chiesto consiglio», ha detto a margine di un evento sulla finale Champions organizzato dalla Bocconi. E intanto l’ex ct si è tirato fuori dai possibili successori di Brocchi: «La panchina del Milan? Meglio quelle di Viareggio». Sull’affidabilità della cordata si continua a giocare il punto decisivo della partita: Berlusconi resta poco convinto di non cedere ad un unico proprietario. Ma le cifre iniziano ad essere troppo ghiotte.

di Matteo Spaziante

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Commenti all'articolo

  • iltrota

    12 Maggio 2016 - 22:10

    Succede che i figli del Pregiudicato hanno dato al Papi l' ultimatum: per loro la squadretta è solo un giocattolo a cui il Puttaniere si è affezionato ma che provoca solo perdite economiche. Da qui la decisione di convincere a forza il Silvietto a smettere. E li capisco: tra puttanelle, minorenni, parlamentari succhia sangue, Farsa Itaglia e via dicendo l' ometto sta dilapidando tutto!!

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