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La disgrazia

F1, morte Bianchi: la mossa estrema della sua famiglia

Jules Bianchi

La famiglia di Jules Bianchi, il pilota di Formula 1 deceduto lo scorso luglio a causa di un grave incidente durante il Gran Premio del Giappone del 2014, ha deciso di chiedere i danni alla Federazione Internazionale dell'automobilismo. "La famiglia Bianchi - ha dichiarato l'avvocato Julian Chamberlayne - è determinata a che questo procedimento legale chiami in causa tutte le parti coinvolte per fornire le risposte e accertare le responsabilità di ogni eventuale colpevole mancanza".

L'incidente - Al 43esimo giro del Gran Premio di Suzuka alla curva numero 7 del tracciato Jules Bianchi ha perso il controllo della sua Marussia, colpendo una gru mobile che si trovava lì per recuperare la Sauber di Adrian Sutil. Nell'impatto, il pilota francese ha subito gravi ferite alla testa. Le indagini della Fia però, non diedero la colpa alla direzione gara per la posizione "inconsueta" della gru ma addirittura allo stesso pilota, reo di non aver rallentato in prossimità della curva nonostante l'esposizione delle doppie bandiere gialle.

Le ragioni della famiglia - A causare l’incidente mortale, secondo la famiglia del pilota invece, sarebbero state diversi soggetti, ognuno in parte responsabile. Gli errori risiederebbero nella «progettazione, nei tempi, nell’organizzazione e lo svolgimento della gara», che «è stata svolta in condizioni rischiose durante la stagione dei tifoni». Il padre di Bianchi, Philippe, ha spiegato: «cerchiamo giustizia per Jules, e vogliamo stabilire la verità sulle condizioni che hanno portato all'incidente di nostro figlio durante il Gran Premio del Giappone abbiamo tante domande senza risposta e la netta sensazione che l'incidente e la morte di Jules si sarebbe potuta evitare se non fossero stati commessi una serie di errori».

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