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Euro 2016

Cattivissimo Moggi, triturato Conte: "Vi dico tutti i suoi errori"

Antonio Conte e Luciano Moggi

In preparazione all’Europeo, la nazionale che abbiamo visto impegnata a Malta contro la Scozia dimostra carenza di gioco ma almeno nervi saldi in difesa che le permettono di non subire gol da una squadra modesta e per di più con molti titolari assenti (in campo c’erano infatti tanti giocatori della seconda lega inglese e alcuni facenti parte di squadre retrocesse).

Il ct scozzese Strachan ha schierato una formazione che assomigliava più ad una nostra squadra di B che ad una nazionale in rappresentanza del proprio Paese; ciononostante il portiere Marshall è stato impegnato solo due volte severamente, poi per lui normale amministrazione. E meno male che i nostri difensori non hanno fatto vedere palla all’attaccante McCormack durante l’intero incontro.

Dopo questa partita è meglio non esprimere le nostre sensazioni che sarebbero impietose data la pochezza della Scozia e il gioco visto in campo. Possiamo però riaffermare con tranquillità che le nostre certezze stanno tutte dietro, dove i campioni juventini Buffon, Barzagli, Chiellini e Bonucci possono competere con qualunque avversario mentre l’incertezza sta invece in mezzo e davanti. A centrocampo la mancanza di Marchisio e Verratti si è fatta e si farà sentire, in loro assenza mancano le idee per verticalizzate il gioco, è mancato anche il ritmo oltre alla lucidità ma questo è un problema superabile dovuto ai metodi di Conte che prepara la squadra sulla forza e al momento tutti ne risentono, specialmente quelli non abituati a questo genere di preparazione.

D’altra parte il nostro ct non sente ragioni, non tiene conto della stanchezza dei giocatori reduci dalle fatiche di campionato, non tiene conto che l’allenatore della nazionale deve solo preservare la forma degli atleti non potendola accentuare dato il breve periodo di tempo in cui li ha a disposizione: lui li vuole invece allenare come se conoscesse personalmente le eventuali carenze fisiche e magari variando anche i metodi di preparazione cui sono stati sottoposti nella loro squadra.

Il motivo per cui lascia la Nazionale è evidente e lui non lo nasconde: gli manca il campo, gli allenamenti giornalieri che si fanno in un club, ed è per questo che allena i nazionali con i suoi sistemi come se li avesse avuti a disposizione dall’inizio dell’anno. È augurabile che il tempo a disposizione sia quello giusto da permettere alla Nazionale di smaltire la stanchezza accumulata negli allenamenti e ritrovare quella brillantezza che solitamente torna dopo alcune partite giocate, che alla lunga potrebbe dare risultati confortanti,non certamente però per competere in un brevissimo periodo.

Davanti non abbiamo giocatori di classe, qualcuno addirittura è riserva nella propria squadra (Eder) e la pochezza di gol messi a segno è l’evidente realtà di un impoverimento nel reparto avanzato. Se prima c’erano i Del Piero, Luca Toni, Totti, Camoranesi e Pirlo, adesso abbiamo Pellè, Zaza, Candreva e Bernardeschi, come dire: gente con tanta voglia ma poca qualità specialmente in campo internazionale. Nessuno di loro ha la forza di sfondare le difese arroccate come aveva Toni, nessuno di loro può fare cose imprevedibili come erano capaci di fare Del Piero, Totti e Camoranesi che, conoscendo la bontà dei propri piedi, sapevano cercare e trovare gol incredibili e anche mettere un compagno davanti al portiere avversario con passaggi illuminanti.

Dobbiamo purtroppo accontentarci di quello che abbiamo sperando di non fare brutta figura e Conte non deve trovare la scusante delle condizioni del campo per giustificare la mancanza di gioco: lui non ha colpa, il materiale umano che ha a sua disposizione non è certamente tra i migliori, e deve purtroppo confrontarsi con nazionali di ben diverso spessore della Scozia.

A margine di questo, dobbiamo registrare le dichiarazioni del presidente Figc Tavecchio: comunicherà il nome del nuovo ct solo il 7 giugno, dopo il Consiglio Federale, e non è detto (dice sempre Tavecchio) che sia Giampiero Ventura. Noi siamo invece convinti che sia proprio Ventura perché c’è capitato di assistere al suo arrivo a Roma per il colloquio a braccetto con Angelo Fabiani (suo vecchio amico), all’Hotel Quadrifoglio. Fabiani è l’attuale ds della Salernitana di proprietà di Marco Mezzaroma ma gestita da Lotito; nell’occasione era a Roma in ritiro in quell’albergo con la squadra in attesa del Playout con il Lanciano per la permanenza in serie B e non si è fatto sfuggire l’occasione di andare a prendere Giampiero Ventura addirittura in aereoporto (oppure è stato “invitato” ad andarci?). È un uomo di fiducia del presidente della Lazio, attualmente prescritto come Lotito nel processo di Calciopoli.

E poi si parla di calcio...

di Luciano Moggi

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