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Mandorle

Biasin: invasione cinese a Milano? Vi spiego perché va bene così

Fabrizio Biasin

Cose che accadevano 30 anni fa a Milano: incrociavi un tale con gli occhi a mandorla per strada, davi di gomito al tuo amico. «Te vist il cinese?». Non eri abituato, ti stupivi.

Poi è arrivata la moda dei ristoranti (cinesi), quella dei bar (con cappuccio e brioches italiani ma scaldati e serviti dai cinesi), quella dei centri massaggi (che ti fanno sì il massaggio, ma con finale a sorpresa), quella dei negozi di pentole, dei telefonini da riparare, degli accessori a un euro e così via.

Si son presi tutto tranne il calcio. Anzi no, ora vogliono anche quello. E infatti da un anno abbondante osserviamo Berlusconi che tratta, e da qualche mese Thohir che ammicca. «Cerco un partner di minoranza», diceva a suo tempo Silvio. «Cerco un partner commerciale», gli faceva eco l’indonesiano Erick. Tutte balle. I cinesi quando si muovono non dicono «facciamo un po’ per volta», non chiedono il permesso. I cinesi se si muovono fanno come con i ristoranti, con i centri massaggi, con i bar: invadono.

A questo punto molto meglio prepararsi: il prossimo non sarà più il derby del sciur Berlusca che sfida il sciur Moratti, ma quello di Mr. Suning (che vende elettrodomestici per 15 miliardi all’anno) che prova a fare lo sgambetto a Mr. Vattelappesca (dalla casa rossonera ancora non hanno svelato l’arcano, come se valesse il luogo comune del «tanto sono tutti uguali»).

Sono queste brutte notizie? Dobbiamo preoccuparci? Finiamo nelle mani sozze di gente che di calcio capisce un’acca? Può darsi, ma anche di cappucci e brioches questi signori capivano un’acca, eppure ora ce li servono tutti i dì. Certo, non è bello né tantomeno romantico, ma dobbiamo prendere il buono della cosa, ovvero i loro soldi: loro proveranno a creare reddito in Oriente con la commercializzazione dei marchi, la vendita delle magliette, l’esportazione delle immagini («altri» cinesi settimana scorsa hanno acquisito il 65% di MP & Silva, l’azienda che detiene i diritti della serie A), noi in cambio potremo finalmente ammirare squadre più forti, giocatori assai quotati, spettacoli migliori di quelli miseri e meschini offerti negli ultimi anni dai gloriosi ma spompati rossonerazzurri.

Offrire il fianco allo straniero non è mai bello, ma a volte può essere utile e in rari casi rischia di diventare «l’unica soluzione». Questo è uno di quei «casi rari».

di Fabrizio Biasin

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Commenti all'articolo

  • alfa553

    05 Giugno 2016 - 17:05

    AI CINESI PERCHE DARE DA MANGIARE A QUEL BROCCAME DEGLI INTERISTI E MILANISTI,E IN GENERE IN ITALLIA COSTA SOLDI E A DIRE IL VERO SVENARSI PER QUESTA MARMAGLIA STRANIERA NON VALE LA PENA.NON UN ITALIANO NEL LIBRO PAGA DI QUESTE SQUADRE,MA VADINO A FARSI FOTTERE.

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