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Maledetto Morata: dopo quella lettera odiarti non si può

Fabrizio Biasin

A suo tempo su queste pagine titolammo «Alvaro vitale». Era autunno inoltrato e volevamo raggiungere un doppio scopo: 1) Risultare molto simpatici. 2) Celebrare Morata, «fu» attaccante della Juve. Le cose sono andate come tutti sapete: il fustacchione che la Signora avrebbe voluto trattenere è tornato a Madrid per questioni di «recompra» e milioni da incassare. «Sono cose della vita», cantava un giovane Eros, «’stocavolo» gli risponde idealmente Alvaro. L’attaccante cresciuto a «pane e sani princìpi» a tre giorni dall’addio ufficiale ai bianconeri ha deciso di impugnare la penna e si è messo a scrivere cose affatto banali e, soprattutto, non dovute. Le riassumiamo a modo nostro perché lo spazio è quello che è. Morata, più o meno, dice così: «Grazie a tutti, grazie Juve, siete i miei tifosi e lo sarete per sempre così come io mi sentirò sempre uno juventino». Lui l’ha scritto meglio ma il succo è questo.

Ora, pensate a un attaccante che fra due giorni deve sfidare l’Italia in un ottavo di finale, è blindato nel ritiro spagnolo e invece di giocare - chessò - alla Playstation con Pedro si sente in dovere di «salutare» e «ringraziare». Pensateci per un secondo, non è «da tutti», soprattutto in un mondo artefatto come quello dei palloni e dei milioni. Morata si è sentito in dovere perché dopo due anni di bagna cauda e sole-cuore-amore (l’Italia gli ha «regalato» pure un gran pezzo di fidanzata) non è che puoi fare finta di niente.

Tra 48 ore circa quest’uomo ci sfida, è il nostro primo «incubo» (già tre gol realizzati in Francia); dovremmo volergli male, dovremmo dire «Morata cacca e pipì». E invece niente, non ci riusciamo. Il bomberone nato a Madrid grazie a poche righe ha dimostrato che la Juve non ha perso solo un gran visir delle aree di rigore, ma anche una brava persona. E allora in vista di lunedì non gli auguriamo alcun male, magari solo una giornata storta. Però siamo notoriamente figli di zoccola e con qualcuno dobbiamo prendercela. Scegliamo Nolito, che interpellato sulla Brexit da una radio spagnola, ieri ha detto: «Se non sbaglio si tratta di una danza dell’Nba». Straordinario.

di Fabrizio Biasin

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