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La provocazione: vi dico perché il calcio va escluso dalle Olimpiadi

La provocazione: vi dico perché il calcio va escluso dalle Olimpiadi

In mezzo all’incrocio pericoloso Argentina-Roma-Rio si piazza il “vigile” Claudio Lotito, che toglie Marcelo Bielsa dall’autostrada in direzione Seleccion e da un clamoroso domino di allenatori: «Il contratto con la Lazio è stato già depositato, il mister arriverà sabato a Roma con il suo staff». Quindi niente panchina albiceleste, niente “scambio di colori”, niente telenovela né screzi per il mercato insufficiente ma solo un ritardo che il “Loco” «aveva già comunicato al club», spiega Gian Michele Gentile, avvocato biancoceleste. Un polverone nato dall’abbandono inatteso di Tata Martino alla nazionale di Baires, scottato dal non aver sufficienti giocatori per presentarsi alle Olimpiadi. “Bielsa è tentato di sostituirlo”, la voce clamorosa, poi sgonfiatasi come il nome di Simeone: per il momento tocca al vice del Tata, Olarticoechea, mentre il dopo Rio (se ci sarà) potrebbe essere Sampaoli, un mese fa vicino proprio alla Lazio.

Grane finite per Lotito? No. Felipe Anderson vuole a tutti i costi i Giochi di casa e non si presenta al raduno a Formello, aprendo nuovamente il grande interrogativo: ma che ci fa il calcio alle Olimpiadi? Che ruolo può reclamare il macrocosmo dei viziati e degli sbruffoni - dicono i puristi - nel simposio della massima espressione di etica e lealtà (lasciamo perdere il doping...)? Il torneo olimpico del football non è stato inserito nel calendario Fifa, evidentemente considerato di “serie B” e fuori dal grande giro dei diritti tv; nel 2015 è stato sancito che non c’è più l’obbligo dei fuoriquota, né degli under 23: quindi i club sono stati legittimati dal Palazzo a non concedere i giocatori. È il caso di Icardi, è il caso di Dybala, tanto per restare all’Argentina, negati da Inter e Juve (l’eventuale finale sarebbe proprio il giorno della prima di campionato). Visto allora che i grandi sponsor non si strappano i capelli (anzi) se Messi rimane a spremersi col Barça invece che per la Patria, forse è il caso di rivedere tutto: o si toglie l’inutile torneo delle Olimpiadi, o si apre esclusivamente a Nazionali di giovanissimi, magari un under 20, con ragazzi in cerca di gloria davvero Olimpica e un trampolini per lanciarsi. Così, se anche verranno fuori rigori «alla Pellè» o «alla Zaza», la scusa del «l’importante è partecipare» sarà inattaccabile. (LOTO)

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