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Fantozzi

Biasin: Tour de France, fine di un mito. È diventato la "Coppa Cobram"

Froome

Nel celebre «Fantozzi contro tutti» (1980, regia di Neri Parenti e Paolo Villaggio), i bistrattati dipendenti della MegaDitta sono costretti a frequentare bici e corse amatoriali da un direttore infame: il visconte Cobram. Il sadico impone la mitica «Coppa Cobram», gara devastante dove emergono tutti i luoghi comuni legati ai pedalatori: il doping («la bomba»), i micidiali cambi climatici in corsa, il temibile sellino «alla bersagliera».

Villaggio, suo malgrado, 36 anni dopo diventa esempio per il cazzutissimo Tour de France, la corsa «intoccabile», quella dei francesi perfettini che si vantano perché come ce l’hanno loro (la corsa) non ce l’ha nessuno. La realtà supera la finzione e distrugge il mito: il fenomeno Froome si ritrova costretto a improvvisare una corsetta in salita, dopo una caduta ridicola causata da una moto «di servizio»; il tutto a pochi giorni dal crollo del gigantesco gonfiabile che indica l’ultimo chilometro sulla capoccia del povero britannico Yates. Un ambo devastante causato - si dirà - «dalla sfortuna, dal caso». Neanche per idea. Da troppo tempo in Francia la consapevolezza di essere «i migliori» ha lasciato il posto all’improvvisazione: la corsa è monotona, i tracciati pure, ci si diverte solo con le comiche involontarie. Quella di ieri, per dire, non si era mai vista.

di Fabrizio Biasin
@FBiasin

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