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Il caso

Una speranza per Schwazer alle Olimpiadi: chi sente puzza di bruciato

Una speranza per Schwazer alle Olimpiadi: chi sente puzza di bruciato

C’è ancora un speranza per Alex Schwazer di salire sull’aereo diretto a Rio. Il marciatore non ha il biglietto in mano, ma il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna lascia aperto uno spiraglio che potrebbe trasformarsi in un portone. Il Tas ha infatti rigettato la richiesta di sospensiva avanzata dai legali di Alex dopo la sua seconda positività al doping, però, molto di più, ha deciso di entrare nel merito della questione: una scelta singolare, che rientra nelle prerogative ma che il tribunale elvetico raramente fa valere. Per capirci, non volle farlo quando lo scorso anno Valentino Rossi chiese giustizia per la retrocessione all’ultimo posto in griglia nel Gp decisivo di Valencia per il mondiale. Stavolta invece il Tas pare aver accolto la linea difensiva dei legali di Schwazer, a partire dai numerosi interrogativi sulla procedura del prelievo che puzzano di bruciato: dall’anonimato non garantito (l’etichetta della provetta riportava “Racines”, paese di Schwazer: quale altro atleta viene da lì?) allo strano viaggio fatto dal campione di sangue prelevato l’1 gennaio scorso. La corte ha aperto una «udienza urgente», la prossima settimana quasi certamente saranno convocate le parti (forse già lunedì): Schwazer e i suoi legali, la Federatletica internazionale, l’Antidoping italiana. La Federatletica azzurra? Ha scelto di non andare, mentre Malagò, presidente del Coni, giudica la decisione del Tas «intelligente». Certo, se il giudice darà il via libera ad Alex qualche testa rischia di cadere. (LOTO)

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Commenti all'articolo

  • iuchi

    19 Luglio 2016 - 11:11

    Lo stanno boigottando!! Questo è poco ma sicuro!! I grandi fenomeni italiani non piacciono a molti e cercano di bloccarli non sul campo e prima di andare alla battaglia. Vergognatevi tutti.

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