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La mossa di Bonucci, mette la "clausola" alla Juve: e ora per l'ingaggio...

Leonardo Bonucci

Gonzalo Higuain è ancora a Madrid, avvistato da calcionapoli24.it nella zona della Moraleja, in attesa del via libera per sbarcare a Torino e iniziare la sua avventura alla Juve: contratto fino al 2020 e ingaggio da 7,5 milioni all’anno, il top della rosa. Finora il silenzio totale imposto dal club bianconero sia al giocatore sia all’entourage, in perfetto stile Juve, è stato mantenuto: il suo sbarco in Piemonte dovrebbe essere comunque questione di ore, fra stasera e domani, e si vocifera di una lettera aperta che il Pipita sta preparando per spiegare e spiegarsi con Napoli, l’amante tradita.

L’ufficialità del trasferimento manca ancora perché Marotta sta puntando a non pagare in contanti tutti i 90 milioni (non 94,7 perché quelli li avrebbe dovuti versare Higuain se si fosse svincolato da solo: il contratto ne prevedeva 90 se la clausola fosse stata esercitata direttamente da un club, come è stato) e sta cercando di inserire nel computo anche il cartellino di Rugani, creatura proprio di Sarri a Empoli, che ritroverebbe così il suo mentore e una maglia da titolare, visto che Koulibaly vuole andarsene. Anche se il difensore 21enne, durante un evento degli sponsor nella tournée australiana, ha ribadito che «vestire la maglia della Juve è un onore. Ho la fortuna di avere compagni come Barzagli, Bonucci e Chiellini che hanno scritto la storia e dai quali posso imparare molto per riuscire un giorno, se sarò bravo, a prendere il loro posto».

Proprio ieri, intanto, Bonucci è rientrato a Torino dalle vacanze con la famiglia a Formentera e sembra intenzionato a fare valere la sua super stagione con la Signora e l’ottimo Europeo, chiedendo un sostanzioso aumento d’ingaggio visto anche il faranoico ingaggio concesso al Pipita. Poteva essere lui il grande sacrificato dell’estate, ma ha deciso di restare e adesso si parla di un adeguamento fino a 5,5 milioni netti a stagione: un bel salto dagli attuali 3,5 ma in linea con quanto avrebbe percepito al City. Diventerebbe così il secondo più pagato della rosa, davanti ai 5 milioni di Pjanic, ai 4,5 di Dani Alves, ai 4 di Buffon e Khedira.

Mentre domani sono attese novità su Pogba (ripartito ieri da Miami) e la sua cessione allo United. Secondo il Guardian i dirigenti bianconeri avrebbero chiesto a quelli inglesi 10 milioni di euro di bonus, per un totale di 120 milioni per il cartellino, mentre la percentuale di 20 milioni per Mino Raiola (che ha appena portato ai Red Devils Ibra e Mkhitaryan) sarebbe a carico del Manchester. Allegri, che già ha avuto Pjanic e Pjaca con la possibilità di variare disposizione tattica, potrebbe comunque chiedere un altro centrocampista e si fa il nome di Matic, serbo 27enne del Chelsea: muscolare, grande, grosso e decisamente diverso rispetto agli altri colleghi di reparto, che andrebbe a completare con la sua fisicità. Ma Conte dice no.

Ci sono anche le cessioni. In cima alla lista dei partenti la Juve ha messo Lemina, Hernanes e Pereyra, oltre ovviamente a Isla (rientrato dal prestito al Marsiglia, pare vicino al Leverkusen). Rimarrebbero dunque i tre titolari più Sturaro e Asamoah in attesa di capire se orientarsi su un vero mediano da piazzare davanti alla difesa o un’altra mezz’ala come Witsel, allettato dalla Juve. Mentre è da decifrare la posizione di Zaza, ultimo attaccante in linea gerarchica. Ha rifiutato l’estero, nel caso di cessione il Milan è la sua priorità: ma è tutto legato a Bacca. Nel frattempo, la punta azzurra arriverà a Vinovo oggi, dove ricomincerà ad allenarsi con Lichtsteiner, Mandzukic e Dani Alves, mentre in Australia il resto della squadra, impegnata nella ICC, affronterà il Tottenham (diretta alle 12 su Premium): vedremo in campo Pjanic e Benatia.

E se un tweet dell’account ufficiale Champions League si chiede se, dopo i tanti acquisti, «la Juve vincerà davvero la Coppa?», gli risponde dall’altra parte del mondo un eccitato Dybala: «Ci stiamo preparando per ripetere quanto fatto lo scorso anno in Italia e andare il più avanti possibile in Europa». Claro, no?

di Tommaso Lorenzini

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