Cerca

Bomber

L'intervista a Luca Toni: "Giusto sognare, ma...". La lezione a Higuain e Icardi

Luca Toni

Minuto 43, Verona-Juve dell’8 maggio scorso, Luca Toni si avvicina al dischetto: l’addio al calcio è un attimo che vola via, un cucchiaio, il pallone entra lentamente in porta, per l’ultima volta. Neto lo raccoglie, mentre il pubblico del Bentegodi inaugura la festa. Toni si porta la mano vicino all’orecchio, facendola roteare, come al solito: il fotogramma di sempre, ripetuto per la 324esima volta, tanti sono i gol segnati da Toni tra club e nazionale. In quel momento Luca ha salutato il campo di gioco, ma non il calcio, non Verona.

Toni, come va la sua nuova vita lontano dal campo?
«Sto studiando e lavorando sodo, per me è tutto nuovo. Devo imparare un nuovo mestiere, e nel frattempo tenermi in forma».

A proposito, Bioimis, l’accademia alimentare che offre un programma di formazione ed educazione al cibo, l’ha scelta come testimonial: cosa l’ha portata a sposare questo progetto?
«Perché è un’azienda italiana basata su interessi e ideali simili ai miei. Durante la mia carriera ho imparato quanto sia importante il legame tra cibo e corpo. Ora sento ancor di più l’esigenza di seguire un’alimentazione calibrata, e questa azienda mi dà la possibilità di seguire un percorso alimentare corretto».

Intanto Toni ha deciso cosa vuol fare da grande?
«Per ora lavoro con il presidente Setti, tra campo e scrivania, rimanendo anche a contatto anche con l’allenatore. Non ho ancora deciso il mio nuovo lavoro, sicuramente farò il corso da direttore sportivo, poi vedrò se concentrarmi sulla prima squadra o sul settore giovanile».

A proposito, cosa ne pensa di mister Pecchia, alla sua prima esperienza come capo-allenatore dopo gli anni passati al fianco di Benitez?
«L’ho visto bene, mi piace il suo approccio. I ragazzi lavorano tanto con il pallone, forse non se lo aspettavano neanche loro, la sua idea di calcio prevede un gioco corale, arioso».

Quali sono le avversarie del Verona nella lotta al vertice?
«Insieme alle due retrocesse dalla A, Carpi e Frosinone, dico Cesena, che è una squadra molto competitiva. Poi c’è il Trapani che ha sfiorato la promozione e il Bari, che ha un nuovo direttore che sta facendo benissimo. Sappiamo che dovremo lottare con queste squadre, ma la B riserva sempre sorprese: è un campionato lungo e spesso ci sono delle squadre rivelazione».

A che punto è il Verona?
«Manca ancora qualche giocatore, ma c’è tempo e la società sta lavorando. L’obiettivo è quello di tornare in A, ma non è scontato, la B è un campionato difficile. Possiamo contare sull’entusiasmo della gente, i tifosi dell’Hellas sono fondamentali, ti spingono oltre i limiti. Nonostante la retrocessione e le difficoltà della scorsa annata sono di nuovo qui a incoraggiarci».

Gli stessi tifosi che le dedicarono una meravigliosa standing ovation nel giorno del suo addio al calcio. Cosa le è rimasto di quei momenti?
«Sono emozioni che rimangono per tutta la vita. Vedere la gente allo stadio che ti saluta in quel mondo è una cosa che riempie il cuore. Ringrazierò per sempre i tifosi del Verona, che mi hanno salutato con quell’affetto, ma anche quelli della Juve, che quel giorno si sono uniti nella festa».

Da ex attaccante simbolo di una squadra, cosa ne pensa dei casi Icardi e Higuain?
«Se un giocatore cambia o vuole cambiare squadra vuol dire che non sta bene. Poi ad essere determinante può essere l’ingaggio, ma soprattutto la voglia di vincere. Questo credo abbia portato Higuain al trasferimento alla Juve. Poi, non condivido alcuni modi con cui vengono fatte le richieste. Non si dovrebbe parlare di milioni e aumenti di ingaggio come se fossimo al bar, non è corretto nei confronti della gente».

La Juve ha la strada spianata verso il sesto scudetto consecutivo?
«Sicuramente è la favorita. Ha dato un segnale forte al campionato. Non dico che l’ha ammazzato, ma ha esercitato una volontà di potenza. Si è rafforzata indebolendo le concorrenti, perché alla Roma ha tolto Pjanic e al Napoli Higuain. Non è un caso. Mentalmente ha obbligato ancora di più le altre a rincorrere, e in campo questo farà la differenza».

di Claudio Savelli

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog