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Luciano Moggi, che bastonata a Sarri: "Vi dico cos'è veramente e vi rivelo la sua follia"

Luciano Moggi

Giornata veramente strana questa quarta di campionato, dove si è visto di tutto. Hanno sbagliato grossolanamente alcuni arbitri, qualche allenatore ha mandato in campo giocatori che avrebbero dovuto riempire la panchina facendoci sedere invece chi avrebbe dovuto giocare. È stata insomma una giornata piena di suspense, risultati compresi, alcuni probabilmente consequenziali agli sbagli dei mister.

Ha cominciato l’arbitro Irrati in Samp-Milan annullando un gol valido alla Doria per poi non concedere un rigore sacrosanto ai milanisti per fallo su Bonaventura. Con la rete non convalidata a Barreto sarebbe stata un’altra partita rispetto a quella decisa dal figliol prodigo Bacca, subentrato a Lapadula. Questo non significa che l’attaccante ex Pescara abbia demeritato, ha infatti combattuto e collaborato con i compagni: l’errore sta a monte perché il Milan non può mettere in panchina l’unico bomber vero che ha, l’uomo da 18 reti nel passato campionato che si sta riproponendo a suon di gol (già 4). Verrebbe da pensare che sia quantomeno antipatico, il colombiano, se il Diavolo ha cercato disperatamente di cederlo in estate senza - per fortuna del club - riuscirci. Il segreto sta nella testa di Montella, la vittoria può solo mettere sotto traccia le incongruenze, ma non le cancella: il perdurare sarebbe però diabolico.

TOCCO MAGICO
Il Napoli rimonta il Bologna al San Paolo ma si è visto tanto fumo e poche conclusioni: evidente la mancanza di un uomo d’area che potesse sfruttare il gran lavoro del centrocampo. Milik sarebbe stato l’uomo giusto ma purtroppo stava nel posto sbagliato (in panchina). Era il 16’ del secondo tempo quando il bolognese Verdi segnava l’1-1, in quel momento Sarri si è accorto dell’errore mettendo il polacco che lo ha ripagato con due gol. Si potrebbe ipotizzare che il 22enne Arkadiusz non possa sostenere due partite di seguito, prostrato dalla stanchezza nonostante le due reti segnate a Kiev in Champions. L’esperienza però insegna che non si fatica quando si va in gol e si vince, subentra anzi l’entusiasmo che genera nella testa dell’atleta la spensieratezza di fare giocate magari mai tentate senza paura di sbagliarle: si chiama autostima e nessuno può insegnarla, salvo i risultati.

Sarebbe interessante allora sapere da Sarri il perché di questa panchina, forse riteneva il Bologna così fragile da poterlo battere anche senza il polacco? Gli vorremmo far presente che quando si ha la fortuna di avere un goleador come Milik non si può tenerlo a bivaccare perché è un giocatore che fa reparto, che affronta le difese con coraggio e qualità, che sa mettere a profitto quanto produce il centrocampo. Alla fine il risultato ha fatto tutti felici e contenti, ma non sempre riescono i miracoli, capito Sarri?

LO AVESSE SPALLETTI...
Pensate: e se Spalletti potesse avere Milik nella Roma anziché subire Dzeko? Probabilmente, e nonostante l’arbitro Rizzoli, sarebbe tornato da Firenze almeno con un punto e senza bisogno di ricorrere a capitan Totti che deve spesso andare in campo a dar man forte a chi non sa concretizzare il lavoro del centrocampo.

Che dire di Allegri? Non abbiamo condiviso le critiche che gli sono piovute addosso dopo la Champions, non possiamo però passare sotto traccia la leggerezza con la quale ha mandato in campo la squadra contro l’Inter: avere Higuain ma preferirgli Mandzukic suggerisce mancanza di fiducia nel proprio centrocampo, perché il croato è meno attaccante dell’argentino e anche meno visibile nell’area avversaria poiché vaga alla ricerca di compagni che abbiano bisogno di aiuto, centrocampisti o anche difensori. Higuain invece è sempre in agguato alla porta, intimorisce gli avversari solo con la presenza e da solo sarebbe stato in grado di impensierire l’intera difesa interista. È stata una scelta sbagliata che non inficia comunque le possibilità della Juve per il futuro. L’Inter ha vinto meritatamente mettendo quella foga che sembrava aver dimenticato ad Appiano, quella che la Juve ha lasciato a Vinovo. La riprova per i nerazzurri si avrà domani a Empoli perché è facile caricarsi contro la Juve, più difficile con i toscani... senza l’intervento del mister interista.

di Luciano Moggi

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