Cerca

Campione

"Sì al test del Dna sulle urine": l'ultima speranza per Alex Schwazer

Alex Schwazer

La vicenda di Alex Schwazer non è terminata con l’esclusione dalle Olimpiadi. La Procura di Bolzano, per ordine del sostituto procuratore Giancarlo Bramante, ha infatti disposto l’esame del dna sul campione di urine prelevato l’1 gennaio scorso, che ne ha decretato poi l’estromissione dai Giochi e la squalifica di 8 anni.

Sulle urine, contenenti testosterone sintetico e sequestrate a Colonia dopo una rogatoria internazionale, saranno effettuate analisi per stabilire se appartengono davvero a Schwazer oppure qualcosa è stato inserito, seppur in minima quantità, tra l’arrivo al laboratorio di Colonia e l’inizio delle analisi, in quel vuoto temporale dalle 8.35 dell’1 gennaio (ora del test a casa Schwazer) e le 6 del giorno seguente. Si sa che sono state custodite nell’ufficio dell’ispettore ma «senza l’indicazione delle modalità e con una permanenza nelle mani di personale esterno al laboratorio per oltre 22 ore».

Come confidava a Libero Sandro Donati, allenatore di Schwazer, prima della sentenza del Tas in Brasile, «avevamo già chiesto il dna ma la lunga procedura non era compatibile con la tempistica per il ricorso. Siamo convinti che ci sia stato un complotto e questo esame va fatto, anche se potrebbe non chiarire molto. Se infatti hanno alterato cibo o bevande prima dell’1 gennaio, la sostanza è passata per l’organismo di Alex e quindi non ci saranno riscontri soddisfacenti. Se invece avessero fatto qualche errore nel manomettere la provetta, magari “lavorando” senza guanti, allora potrebbe essere rimasta qualche cellula di pelle estranea. E c’è pure la possibilità che ci sia stato messo qualcosa d’altro proveniente da altre urine».

E intanto, la Federatletica ha aperto un’indagine sul giudice italiano Nicola Maggio, considerato da Donati «molto vicino ai Damilano» (indicati dal prof fra i principali detrattori di Schwazer) dopo aver preso atto delle telefonate fatte a proprio Donati dove «consigliava» (in quella del 7 maggio) di far vincere il giorno successivo l’australiano Tallent al Mondiale per Nazioni di Roma (ma trionfò Alex, al rientro), mentre, in quella del 23 maggio prima della 20 km di La Coruña, “suggeriva” di far fare a Alex «una gara bella e di non stare dietro ai marciatori cinesi perché non ha senso». (LOTO)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

blog