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Italia, la rivoluzione di Giampiero Ventura: chi gode in Nazionale

Giampiero Ventura

Come per quei “certi amori” che cantava Venditti anche quello di Giampiero Ventura per il 4-2-4 ha fatto un giro immenso, e ora è tornato. “Colpa”, o merito, degli infortuni, certo. Perché come dice il ct «Bonucci, Chiellini e Barzagli non si discutono. Ma se a uno dei tre viene un raffreddore cosa facciamo?«. In questo caso il “raffreddore” (distrazione al flessore) se l’è beccato Chiellini, che ne avrà ancora per un paio di settimane, mentre Bonucci è comunque tra i 28 convocati per il match di qualificazione al Mondiale 2018 contro il Liechtenstein (sabato a Vaduz) e per l’amichevole contro la Germania (15 novembre a Milano), anche se non al meglio. Un match poco probante che permette esperimenti e un’amichevole, di lusso, ma pur sempre un’amichevole. Il momento migliore per Ventura per scrollarsi di dosso l’etichetta del Conte-bis e iniziare sul serio a dare una sua impronta all’Italia. E allora indovina chi è tornato? Mister Libidine. Quello che faceva giocare già il suo Pisa col 4-2-4, come l’Ungheria di Puskas, il San Paolo di Bela Guttmann, il Brasile degli anni ’50 di Pelé e Garrincha.

All’Italia, in effetti, gli esterni d’attacco non sono mai mancati e visto che come dice l’ex Toro «le caratteristiche dei giocatori convocabili non rispondono più al 3-5-2», tanto vale iniziare a intavolare quel ricambio generazionale per cui è stato promosso ct. E per farlo vuole sondare nuovi profili convocando ragazzi dai 18 ai 22 anni per la Nazionale che verrà. Le novità si chiamano Matteo Politano del Sassuolo e Danilo Cataldi della Lazio (che aveva partecipato allo stage di preparazione per Euro 2016), rispettivamente classe ’93 e ’94, alla prima chiamata in azzurro. Da segnalare anche il ritorno di Davide Zappacosta (’92), che Conte aveva chiamato in occasione delle ultime due amichevoli prima dell’Europeo. Torna a vestire la maglia azzurra anche Claudio Marchisio, assente dall’amichevole con la Romania del 17 novembre 2015 (confermato Sansone, e si rivede pure Pavoletti) ma i rientri più significativi sono quelli di Lorenzo Insigne, Simone Zaza e Matteo Darmian.

Il primo non attraversa il suo miglior momento a Napoli, “spiazzato” dalla perdita di Higuain come spalla e protagonista di diversi episodi di nervosismo nei confronti di Sarri, che solo 5 volte su 14 lo ha tenuto in campo per tutti i 90’. Ha approfittato del nuovo modulo, ma anche della norma che impedisce al Papu Gomez di essere “azzurrabile” a causa di una presenza in carriera con l’Under 20 argentina quando non aveva ancora il doppio passaporto (argentino e italiano). Zaza, poi, è impelagato in quelle sabbie mobili che rispondono al nome di West Ham United. La squadra di Bilic ha totalizzato 11 punti in 11 partite, l’azzurro è ancora a secco di gol ed è stato tenuto in panchina anche nell’1-1 di ieri contro lo Stoke. A differenza di Insigne lui approfitta invece della scarsa fiducia riposta in Balotelli, ancora out nonostante l’ottimo inizio di stagione col Nizza (7 gol in 8 presenze). Stesso discorso per Darmian, “epurato” da Mourinho allo United e dato come certo partente a gennaio, ma una “creatura” di Ventura che quindi vuole rilanciare più lui che Criscito.

Una rivoluzione copernicana rispetto al «se giochi ti convoco» di Conte, con una Nazionale concepita come elisir per rivitalizzare i calciatori in difficoltà. Sperando che funzioni, per il bene di squadra, club e calciatori. Il raduno è fissato per stasera a Coverciano, mentre domani andrà in scena il primo allenamento.

di Daniele Dell'Orco

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