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Il "benvenuto" dell'Inter a Pioli: due cinesi come tutor

Il "benvenuto" dell'Inter a Pioli: due cinesi come tutor

«#WelcomeStefano». L' Inter annuncia così la tanto attesa firma di Stefano Pioli sul contratto. Dopo quasi una settimana di interregno di Stefano Vecchi, i nerazzurri hanno trovato davvero il sostituto di Frank De Boer.
Sistemate le ultime pratiche burocratiche (risoluzione con la Lazio compresa), ieri finalmente è arrivato l' ufficialità della scelta di Suning.
L' ex allenatore biancoceleste ha siglato un accordo fino al 30 giugno 2018 con un ingaggio da circa 1,5 milioni di euro, e insieme a lui arriveranno in nerazzurro anche alcuni uomini del suo staff: Giacomo Murelli (allenatore in seconda), Davide Lucarelli (collaboratore tecnico), Matteo Osti (preparatore atletico) e Francesco Perondi (preparatore atletico). Oltre, stando alle ultime voci, il figlio Gianmarco, che ricoprirà il ruolo di match analyst.
Oggi sarà quindi il primo giorno interista per Pioli, che guiderà la doppia seduta in programma, la prima in settimana dopo la vittoria di domenica scorsa contro il Crotone. Lo farà, però, a ranghi decisamente ridotti: saranno infatti 14 gli assenti tra i giocatori nerazzurri, 13 nazionali più l' infortunato Ranocchia (ko per uno stiramento, out per due settimane). Una squadra sostanzialmente a metà, considerando i 29 giocatori in rosa, e soprattutto senza la maggior parte dei titolari.
Non il migliore dei modi per avvicinarsi alla prima di una serie di sfide subito decisive. L' approccio di Pioli con il mondo Inter, infatti, sarà tutt' altro che morbido: l' esordio arriverà nel derby, poi la sequenza fino alla sosta natalizia sarà Hapoel Beer Sheva in Europa League, Fiorentina, Napoli, Sparta Praga in Europa League, Genoa, Sassuolo e Lazio. In sostanza, tutti gli scontri più temibili, esclusi Roma e Juventus. Un avvio che ricorda quello di Roberto Mancini nella seconda avventura nerazzurra: il Mancio esordì anche lui nel derby, quasi due anni esatti prima di Pioli (23 novembre 2014 la prima gara del Mancio-bis, 20 novembre 2016 quella dell' ex laziale). Senza considerare la cabala, che ha visto l' Inter, nelle 24 stagioni in cui ha esonerato un tecnico, solo 6 volte capace di chiudere nei primi tre posti e solo in 3 occasioni (l' ultima con Leonardo) capace di conquistare un titolo. Non sarà una passeggiata.
Intanto prosegue il processo di rivoluzione di Suning nella società.
L' addio di Bolingbroke ha infatti lasciato vacante un posto anche nel CdA nerazzurro, subito colmato dall' azienda cinese con la nomina di Zhenyu Gong, vicepresidente di Suning International Business. Aumenta così anche il peso della proprietà nel board, visto che i rappresentanti cinesi sono passati da 5 a 6, mentre la quota di minoranza di Erick Thohir è rappresentata da 3 persone (compreso lo stesso presidente). E la voglia di inserirsi maggiormente nel mondo Inter da parte di Suning è rappresentata anche dal fatto che Jun Liu, nuovo ceo ad interimr e Steven Zhang, figlio di Zhang Jindong, resteranno a Milano per gestire da vicino il club nerazzurro, a differenza del resto della delegazione cinese ha lasciato l' Italia. Uno scenario da cui si sta allontanando sempre più Erick Thohir, preludio all' uscita definitiva dell' imprenditore indonesiano dalla società, che potrebbe avvenire nel giugno 2017.

di Matteo Spaziante

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