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Stracittadina

Inter contro la cabala, Milan contro se stesso: derby, tutto quello che devi sapere

Inter contro la cabala, Milan contro se stesso: derby, tutto quello che devi sapere

Più che un semplice Milan-Inter, la stracittadina di San Siro è un derby doppio da giocare in ognuna delle rispettive metà campo. I numeri dicono Diavolo, ma la storia recente di queste sfide ha spesso premiato la squadra non favorita. Occhio all’Inter, quindi, che gioca contro la cabala di Icardi (0 gol al Milan) e quella di Pioli, costretto a esordire contro i rossoneri come Mancini due anni fa esatti. Il neotecnico nerazzurro una stracittadina in carriera in serie A non l’ha mai vinta (3 ko e un pari con la Lazio) e, anzi, l’ultima giocato nella Capitale gli è costata la panchina.

Non che a Montella sia andata meglio: dopo i trionfi all’esordio con Roma e Samp, sono arrivati due pesanti 0-3 da parte del Genoa, di cui l’ultimo alla partita di saluto a Marassi nel penultimo turno 2015/16. E l’Aeroplanino non può sorridere nemmeno per i precedenti con Pioli, che lo ha battuto 5 volte su nove incroci (un pari).

Meglio mettere da parte i numeri, insomma, godendo solo dei 77 mila tifosi che affolleranno San Siro (record d’incasso per il Diavolo con 3,7 milioni di euro, battuto anche il match con la Juve di ottobre). In fondo, gli otto punti di distacco in classifica (come nel 2011/12) non vogliono dire nulla in un derby. Così come potrebbero sembrare persino fuorvianti le fredde statistiche di questa stagione: l’Inter ha segnato tre gol in meno dei “cugini” (16 a 19), ma ha anche subito una rete in meno dei rivali (14 a 15). È stata la schizofrenica mancanza di continuità il vero limite di De Boer, a cui Pioli dovrà rimediare portando idee e tranquillità. Una sconfitta sarebbe giustificabile – ma non accettabile – e complicherebbe ulteriormente il lavoro e la classifica dei nerazzurri. Pioli innanzitutto prova ad azzerare le tensioni nate sotto la gestione olandese: riparte da Joao Mario e Brozovic, in splendida forma con la Croazia, e punta a portare la sua filosofia ripartendo dalle fasce e in particolare da Candreva. L’allenatore nerazzurro vuole conoscere in tutta fretta i suoi giocatori e ieri - in un allenamento blindato stile Mourinho - ha provato Medel in difesa con Kondogbia a sorpresa in mezzo. Resta anche il “piano B” del 4-4-2, con Eder vicino a Icardi per un approccio più pragmatico a una sfida così delicata.

È soprattutto contro se stesso, invece, il derby del Milan di Montella che - pur volando ad altezze imprevedibili - ha mancato l’esame di maturità, crollando contro il Genoa dopo aver battuto la Juve: tra turnover e calo nervoso, la peggiore partita dell’anno ha seguito a stretto giro la migliore esibizione di questo inizio stagione. Il Diavolo, dunque, ha un’altra occasione per consolidare il terzo posto candidarsi definitivamente a pretendente per un posto in Champions. Dalla sua l’Aeroplanino avrà probabilmente Romagnoli: ieri il difensore, fermatosi contro la Germania per un problema muscolare, si è allenato col gruppo ed è stato convocato a sorpresa, anche se la decisione definitiva sul suo impiego arriverà solo stamattina.

Ma Montella dovrà ritrovare in particolare Bacca, a secco da otto partite tra campionato e nazionale. Lapadula, in ogni caso, è pronto a sopperire dopo il gol al Palermo e la doppia convocazione in nazionale per le amichevoli e lo stage. Anche Bonaventura scalda i motori contro la sua vittima preferita con quattro reti in otto incontri (esordio invece per il baby Locatelli). Guardando la classifica, i rossoneri potrebbero teoricamente permettersi di perdere - come se in un derby fosse una prospettiva realmente accettabile -, ma il processo di ritorno tra le grandi subirebbe un altro stop.

Non sarebbe poi il miglior benvenuto per la cordata cinese, in arrivo a Milano il 13 dicembre per il closing, ma soprattutto non sarebbe un degno saluto a Silvio Berlusconi, atteso in tribuna per l’ultima stracittadina dei suoi 30 anni. Prima che il derby della Madonnina diventi un affare di cuori italiani e portafogli cinesi.

di Francesco Perugini

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