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Moggi smonta il derby di Milano: "Sapete cosa può fare la Juve...?"

Luciano Moggi

Prima di affrontare il campionato ci sembra giusto tornare sulla Nazionale. E non per dare i voti ai nostri, già “vivisezionati”, ma per mettere in evidenza impegno e fatiche profuse contro Liechtenstein e Germania che si faranno sentire: a Vaduz, perché si doveva segnare tanto per acciuffare la Spagna; al Meazza, per dimostrare che non siamo da meno dei campioni del mondo. Due prestazioni senza infamia e senza lode, ma tanta tensione e anche qualche infortunio (vedi Romagnoli, ancora in dubbio per il derby). Di positivo ci sono almeno i trasferimenti non faticosi come altre volte per cui i nostri nazionali dovrebbero essere più freschi, al contrario degli stranieri, specialmente sudamericani. Il neo mister interista Pioli ha potuto vedere in faccia Miranda, Murillo, Medel e Banega solo tre giorni fa. La loro condizione non potrà certamente essere delle migliori e quindi le difficoltà di Pioli saranno ancora maggiori per le scelte (anche se talune obbligate). Meno problemi per il Milan, pochi infatti gli stranieri convocati, ma se Romagnoli non dovesse farcela, i sostituti sono Gomez (rientrato in ritardo) o Zapata, finora mai in campo.

Un tempo, il derby di Milano era sfida al vertice, campioni azzurri, immagine del calcio italiano nel mondo: adesso può decretare il primato cittadino e poco più. Le squadre sono ridondanti di stranieri e non tutti all’altezza, l’Inter sta dando poco alla Nazionale, di più il Milan con Donnarumma e Locatelli. Prima i proprietari erano grandi imprenditori italiani, Berlusconi e Moratti, adesso ecco i cinesi, che vengono a far pratica di calcio per il business di immagine che ne deriva ancor prima del fattore agonistico di cui sono all’oscuro. Ad essere buoni potremmo dire che regna un po’ di confusione nelle dirigenze dei due club (il Milan in attesa del sospirato closing, l’Inter in passerella con i casting). Se Montella era preoccupato per la difesa forse da reinventare, Pioli si è detto contento di essere arrivato all’Inter, «una grande società e una grande squadra» (come De Boer, che in più parlò di Champions...), mentre Icardi ha rivelato che l’olandese fu fatto fuori dalla squadra, che all’inizio lo aveva accettato a braccia aperte. Siccome anche Pioli è stato accolto a braccia aperte, il buon Stefano deve prestare massima attenzione, perché sembra che il comando l’abbiano i giocatori, che, d’altra parte, non possono più accampare alibi. Proprio per questo li vediamo leggermente favoriti: De Boer non c’è più e si deve dimostrare che la colpa era sua.

Il Milan è invece motivato dalle ultime vittorie che lo hanno proiettato inaspettatamente al terzo posto, per cui la gara sarà pregevole agonisticamente, meno probabilmente come qualità.Vince il Napoli con merito ad Udine e si riporta a contatto delle prime, a metter pressione sulla Roma oggi a Bergamo, dove l’Atalanta non porta rispetto a nessuno. Dice Nainggolan: «Se continuiamo così possiamo raggiungere la Juve». Per tutta risposta, pur non esaltando, la Signora anche ieri ha regolato il Pescara e consolidato la prima piazza. Ma si sa, caro Radja, i sogni son desideri...

di Luciano Moggi

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