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Criticare Max Allegri? È legittimo, ma attaccarlo no: Biasin a valanga

Fabrizio Biasin

Succede questa cosa che a raccontarla non ci si crede. Con la vittoria dell’altra sera, Max Allegri fa «sette qualificazioni agli ottavi su sette partecipazioni alla Champions» - praticamente Mandrake - è l’unico tecnico primo nel suo campionato e anche nel suo Euro-girone, ma nonostante tutto non riesce a farsi amare da parte dei suoi stessi tifosi.

La critica è presto servita: «Non fa girar bene la Juve, non è adatto, con lui non si può vincere in Europa». È vero, i bianconeri non giocano come l’Olanda di Cruijff e forse non ci riusciranno mai, ma certe sentenze novembrine fanno
accapponare la pelle. «Si stava meglio prima», «con questo il destino è segnato» e via andare.

Non serve ricordare che da sempre le squadre del toscano fioriscono a primavera, né che al momento deve fare a meno di mezza rosa. Se poi alzi la mano e dici: «Beh, ma lui in un modo o nell’altro in finale di Champions ci è anche già arrivato» ti rispondono che ha avuto culo, che «però alla fine non ha vinto», che non va bene perché è fissato con certi moduli obsoleti.

La sensazione crescente è che in nome di un passato «non bianconero» ci sia una parte di tifosi che al limite può «sopportare» ma non «supportare» Allegri, lui che se vince con qualche gol di scarto ha solo fatto il suo, se vince soffrendo «non è adatto», se invece pareggia o perde allora «richiamate Conte! Costi quel che costi».

Si esagera, si gioca a fare il parallelo con il passato, ci si dimentica che «criticare» è cosa buona e giusta, ma attaccarlo «perché con Lippi sì che ci si divertiva» invece no, è solo sciocco.

di Fabrizio Biasin

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Commenti all'articolo

  • scorpione2

    24 Novembre 2016 - 13:01

    usano la pastiglia del giorno dopo?

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