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Pediatria: farmacologa, cerotti antidolore non approvati per uso in bimbi

Salute

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Roma, 16 apr. (Adnkronos Salute) - "Non esistono cerotti antidolorifici approvato per l'uso pediatrico", ma nel caso del bimbo di tre anni e mezzo di Ciriè, ricoverato in coma all'ospedale Regina Margherita di Torino dopo che si è applicato uno di questi 'patch' mentre era in casa da solo con la nonna, "se c'è stato un intervento precoce e sono stati rispettati i tempi necessari per smaltire le sostanze contenute nel cerotto e per tenere il piccolo stabile, non è detto che l'esito" delle terapie "sia negativo". A dirlo all'Adnkronos Salute è Adriana Ceci, presidente della Fondazione per la ricerca farmacologica 'Gianni Benzi' e componente del Pediatric Committee dell'Agenzia europea dei medicinali.

"Si tratta - evidenzia l'esperta - di capire quale cerotto si è applicato il bambino, perché ne esistono alcuni a base di solo antinfiammatorio e altri che contengono anche sostanze oppioidi, come ad esempio il tramadolo. In ogni caso, entrambi espongono i bambini a rischi. Attualmente, i soli medicinali antidolorifici con indicazione pediatrica sono il paracetamolo e l'ibuprofene. Anche il tramadolo può avere delle applicazioni nei bambini, ma tutto dipende sempre dal dosaggio".

Un 'patch' destinato a un adulto, come quello che presumibilmente il piccolo di Ciriè ha trovato in casa e si applicato per gioco, è dunque rischioso soprattutto perché, spiega Ceci, "i bambini metabolizzano i farmaci in maniera totalmente diversa dagli adulti: i loro reni, il fegato, anche la membrana che ricopre il cervello non sono ancora del tutto sviluppati e dunque si hanno degli effetti tossici. Fino a poco tempo fa si pensava che per i bambini fosse sufficiente dimezzare la dose di farmaco destinata agli adulti, ma non è così: il meccanismo di assorbimento è molto diverso", conclude.

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